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Gli Autori

XII^ Edizione / ottobre 2019 — febbraio 2020

Bruno Gambarotta

Bruno Gambarotta è uno scrittore astigiano che vive da sempre a Torino. È anche giornalista, conduttore televisivo e radiofonico, autore di programmi e attore. Ha trascorso quasi tutta la sua vita lavorativa in Rai. Ha condotto insieme a Adriano Celentano la trasmissione Fantastico ’87, Lascia o raddoppia dopo l’uscita di Mike Bongiorno. Nel 1997 ha recitato nella fiction televisiva Un Giorno Fortunato con Fabio Fazio. In radio ha presentato, fra le altre, la trasmissione Single con Luciana Littizzetto. Con la radio collabora tutt’ora con una rubrica fissa per Torino 7. Scrive romanzi di genere giallo-ironico-parodistico, di cui il primo, La nipote scomoda, scritto a quattro mani con Massimo Felisatti, vince il Premio Gran Giallo di Cattolica nel 1977. Pubblica per Garzanti i romanzi Torino, lungodora Napoli, 1995, Tutte le scuse sono buone per morire, 1996, Polli per sempre, 2009, Le ricette di Nefertiti, 2011. Per Manni: Non si piange sul latte macchiato. Racconti in giallo, 2016, con il quale vince il premio Settembrini, Il colpo degli uomini d’oro. Il   furto del secolo alle Poste di Torino, 2018. Per la casa editrice De Ferrari scrive diversi libri su Torino e la gastronomia. Nel 2006 per Morganti esce il libro parodistico Il codice Gianduiotto, uno spassoso e colto divertissement che fa il verso al Codice da Vinci di Dan Brown: i due protagonisti, che stanno fuggendo, trovano comunque il tempo di darsi alla ricerca della straordinaria ricetta per la fabbricazione del cioccolatino gianduiotto, realizzata nel rinascimento da Leonardo da Vinci. È appena uscito per i tipi di Manni il romanzo storico Ero io su quel ponte, una ricostruzione del crollo del ponte di Moncalieri all’indomani del passaggio di Mussolini nel 1939, che porta a galla, attraverso delle fittizie ricostruzioni da parte delle vittime, l’antica tragedia.


Chiara Rapaccini

Chiara Rapaccini è nata a Firenze. Designer, pittrice, scrittrice e illustratrice per ragazzi, ha una formazione pedagogista. Dopo gli studi si trasferisce a Roma e incontra Mario Monicelli, quarant’anni più grande, con il quale intesserà una relazione lunga trent’anni. Ha pubblicato oltre venti libri con le più note case editrici italiane di letteratura per ragazzi, nei quali affronta temi che in Italia sono ancora dei tabù, come la sessualità, il divorzio, la diversità. Negli anni Novanta scrive sul Corriere della Sera, Repubblica, realizza sigle televisivi e cartoni animati, nel ’97 prende la cattedra di illustrazione allo IED di Roma. Ha girato insieme al marito il docufilm Dietro al Colosseo… c’è Monti nel 2008. Il suo primo libro per adulti è del 2010, Lovstori, amori sfigati, Magazzini Salani. Nel 2011 scrive il primo romanzo edito per Sonzogno, La bambina buona. Grazie al successo delle sue vignette satiriche pubblicate sulla pagina Facebook Amori sfigati, esce un libro omonimo edito da Franco Cosimo Panini. Ha vinto il premio Andrea Pazienza come migliore autrice web. Ha inoltre scritto i romanzi: Baires, Fazi 2016, sull’elaborazione del lutto del marito e, in uscita quest’anno, per le edizioni della Nave di Teseo, ROSSA. Altre pubblicazioni per ragazzi: Debbora in Lov, Piemme 2003, La musica del diavolo, Walt Disney 2000, La vendetta di Debbora con due b, Piemme 1996, Merendine, Giunti 1994, I vestiti impossibili, Emme 1991.


Chiara Valerio

Chiara Valerio è originaria della provincia di Latina, ha conseguito un dottorato in matematica all’Università Federico II di Napoli e adesso vive a Roma. Ha scritto per il teatro e per la radio, cura il programma Ad alta voce di Rai Radio 3. Ha collaborato alla scrittura dei soggetti Mia madre di Nanni Moretti e La tenerezza di Gianni Amelio. Lavora come editor presso Marsilio, scrive per il settimanale Robinson di Repubblica e sul mensile Amica. Nel 2014 si è aggiudicata il Premio Fiesole Narrativa Under 40 con l’Almanacco del giorno prima, edito per Einaudi lo stesso anno. Sempre per Einaudi ha pubblicato, nel 2016, Storia umana della matematica. A partire dal 2003 ha pubblicato A complicare le cose, Robin, 2003; Fermati un minuto a salutare, Robin, 2006; Ognuno sta solo, Perrone, 2007; Nessuna scuola mi consola, Nottetempo 2009; Spiaggia libera tutti, Laterza, 2010; La gioia piccola d’esser quasi salvi, Nottetempo 2009. L’ultimo suo libro è uscito quest’anno per Einaudi, Il cuore non si vede, è un romanzo sentimentale sulle cose che ci uccidono e le persone che ci tengono in vita.


Edgarda Ferri

Edgarda Ferri è nata in provincia di Mantova ma vive e lavora a Milano. Si è laureata in giurisprudenza ed è diventata giornalista professionista negli anni Sessanta, lavorando al Corriere d’Informazione, Il Corriere della Sera e La Repubblica. Nel 1963 esordisce con il romanzo Ci diedero dodici ore, vincendo il premio letterario La Parrucca, poi non pubblica più per diciassette anni, riemergendo nel 1982 con Dov’era il padre, una serie di incontri con padri di noti e pericolosi terroristi, edito per Rizzoli. Nel 1988 vince il premio Walter Tobagi. Negli anni Novanta scrive una serie di fortunate biografie: Luigi Gonzaga (1568-1591), edizioni Paoline, 1991; per Mondadori: Maria Teresa. Una donna al potere, 1994, Giovanna la Pazza. Una regina ribelle nella Spagna dell’Inquisizione, 1996, Io, Caterina. La vita di una donna, il mistero di una santa, 1997, Per amore. Il romanzo di Eloisa: la storia di un amore assoluto raccontata dopo mille anni, 1998, L’ebrea errante. Donna Grazia Nasi dalla Spagna dell’inquisizione alla Terra Promessa, 2000, Piero della Francesca. Storie e misteri del maestro della luce, 2001, La Grancontessa. Vita, avventure e misteri di Matilde di Canossa, 2002, Letizia Bonaparte. Vita, potere e tragedia della madre di Napoleone, 2003, Il sogno del principe. Vespasiano Gonzaga e l’invenzione di Sabbioneta, 2006, Rodolfo II. Un imperatore nella Praga dell’arte, della scienza e dell’alchimia, 2007, Uno dei tanti. Orlando Orlandi Posti, ucciso alle fosse ardeatine. Una storia mai raccontata, 2009, Imperatrix. Elena, Costantino e la Croce, 2011. Nel 2017 ha pubblicato con La Nave di Teseo Un gomitolo aggrovigliato è il mio cuore. Vita di Etty Hillesum, mentre è in uscita per le edizioni La Tartaruga il romanzo Diverse. Storie di donne straordinarie.


Gianni Canova

Gian Battista Canova è nato a Castione della Presolana in provincia di Bergamo. Si laurea in Lettere all’Università degli Studi di Milano e diventa un critico cinematografico, scrivendo per il Corriere, la Repubblica e la Voce di Montanelli. I due autori che hanno maggiormente influenzato la sua crescita professionale sono Alessandro Manzoni e Giorgio Scerbanenco. Dagli anni ottanta a oggi ha pubblicato decine di libri fra saggi e curatele, fra cui il volume sul cinema dell’Enciclopedia Universale Garzanti e il volume 1965-1969 della Storia del cinema italiano edita dalla Scuola Nazionale di Cinema. Ha scritto diversi programmi televisivi e sit-com, per MTV, My-Tv, Sky Cinema. Oltre a dirigere il Noir in Festival, è professore ordinario di Storia del cinema e Filmologia, e dal 2018 Rettore alla IULM di Milano. Ha scritto: David Cronenberg, Il Castoro 1994, L’occhio che ride. Commedia e anti-commedia nel cinema italiano contemporaneo, Editoriale Modo 1999, L’alieno e il pipistrello. La crisi della forma nel cinema contemporaneo, Bompiani 2000, Cinemania. 10 anni 100 film, il cinema italiano del nuovo millennio, Marsilio 2010, Quo chi? Di cosa ridiamo quando ridiamo di Checco Zalone, Sagoma 2016, Divi Duci Guitti Papi Caimani. L’immaginario del potere nel cinema italiano, da Rossellini a The Young Pope, Bietti 2017 e il romanzo Palpebre, Garzanti 2010.


Letizia Muratori

Letizia Muratori è nata a Roma. Nel 1995 si laurea in Storia del teatro e inizia una carriera come giornalista di cinema. Ha esordito come scrittrice nel 2004 con il racconto erotico Saro e Sara, pubblicato per Einaudi nell’antologia Ragazze che dovresti conoscere, dove hanno scritto firme già conosciute insieme a autori esordienti. Ha pubblicato i romanzi: Tu non c’entri, Einaudi, 2005, La vita in comune, Einaudi, 2007 e La casa madre, composto da due racconti lunghi che hanno come tema principale l’infanzia: il primo dà il nome al libro e riflette sul successo commerciale dei Cabbage Patch Kids, che spopolarono negli anni 1980, mentre il secondo è intitolato Il segreto, che vengono pubblicati per Adelphi nel 2008. Continua con Adelphi con Il giorno dell’indipendenza, 2009, grazie al quale vince il Premio Roma, poi con Sole senza nessuno, 2010, un romanzo sul mondo della moda, Come se niente fosse, 2012, e infine Animali domestici del 2015. Ha scritto anche una raccolta di poesie Luce intermedia, pubblicata per Fermenti nel 1999. Del 2018 è la raccolta di racconti Spifferi, pubblicata per la Nave di Teseo: sono storie di stranieri in Italia, osservati da angolazioni spiazzanti, fra il rischio di sparire, di non essere riconosciuti e venire respinti. Per lo stesso editore esce nel 2019 Carissimi, romanzo denso e originale, nel quale si avvicendano tematiche di grande attualità e personaggi d’altri tempi.


Loredana Lipperini

Loredana Lipperini è nata a Roma. Dal 1990 scrive su La repubblica, Il Giornale della Musica, l’Unità, Il secolo XIX, L’Espresso. È fra i conduttori di Fahrenheit su Radio Tre, ma in precedenza è stata fra le prime voci di Radio Radicale e per Radio Rai. Per la tv ha condotto il programma Confini su Rai 3, ha scritto programmi, strisce e sigle. Ha usato lo pseudonimo Lara Manni per uno dei suoi blog, sul quale pubblica la prima parte di una trilogia nata come Fanfiction del manga Inuyasha. Feltrinelli nel 2009 lo pubblica, salutando Esbat come un caso letterario. Due anni dopo esce, per Fazi Editore, il seguito, Sopdet-La stella della morte e, l’anno dopo, Tanit-La bambina nera. Contestualmente alle prime voci che si trattava di Loredana Lipperini, il blog ha cessato di essere aggiornato. Dal 2004 tiene un altro blog, altrettanto interessante, che si chiama Lipperatura, fatto di recensioni e articoli sul mercato librario, questioni di genere e attualità. Ha partecipato a molte giurie letterarie e comitati artistici, fra i quali il Salone del Libro di Torino. È direttrice artistica del Festival letterario Gita al Faro a Ventotene, insegna alla Scuola Holden di Torino e alla Bottega Finzioni di Bologna. Ha scritto, fra gli altri: La notte dei blogger, Einaudi 2004, Ancora dalla parte delle bambine, Feltrinelli 2007, Non è un paese per vecchie, Feltrinelli 2012, Di mamma ce n’è una, Feltrinelli 2013, L’ho uccisa perché l’amavo con Michela Murgia, Laterza 2013, il libro per ragazzi Pupa, Rrose Sélavy 2013, e nel 2016 per Bompiani L’arrivo di Saturno. In aprile è uscita per Bompiani la raccolta di racconti al limite fra il vero e il fantastico Magia nera.


Lucrezia Lerro

Lucrezia Lerro è nata in provincia di Salerno e vive a Milano. Si è laureata in Scienze dell’Educazione e in Psicologia. Le sue poesie sono state pubblicate sulle riviste Poesia, Palomar, Nuovi Argomenti. Il primo romanzo Certi giorni sono felice, del 2005, viene selezionato tra i finalisti del Premio Strega. Con Il rimedio perfetto, Bompiani 2007, arriva seconda al Premio Rapallo; con La più bella del mondo, Bompiani 2008, vince il Premio Fondazione Carical Grinzane Cavour. Ha pubblicato i romanzi: La bambina che disegnava cuori, Bompiani 2010, Sul fondo del mare c’è una vita leggera, Bompiani 2012, La confraternita delle puttane, Mondadori 2013, Il sangue matto, Mondadori 2015, e Il contagio dell’amore, San Paolo 2016. Presso La nave di Teseo è uscito nel 2017 La giravolta delle libellule e, nel 2018, L’estate delle ragazze. È autrice inoltre delle raccolte di poesie L’amore dei nuotatori, Pequod 2010, con il quale vince il Premio Poesia Mauro Maconi e Il corollario della felicità, Stampa2009 editore, del 2014, finalista al Premio Fogazzaro. Per i tipi della Nave di Teseo è appena uscito il romanzo Più lontano di così, libro ricco di colpi di scena sui segreti di una famiglia e un amore pericoloso, che si rifà a una storia vera di cronaca nera sull’uccisione da parte di una donna di un caporale in piazza dell’Indipendenza a Roma, il 4 dicembre 1951.


Marcello Veneziani

Marcello Veneziani è nato a Bisceglie in provincia di Barletta e vive a Roma. Dopo essersi laureato in Filosofia all’Università degli Studi di Bari intraprende la carriera di giornalista, lavorando al Tempo, al Giornale d’Italia e all’età di soli ventisei anni dirige il gruppo editoriale Ciarrapico-Volpe-La Fenice. Scrive sulle maggiori testate quotidiane e periodiche italiane, ma redige anche il Giornale Radio Rai di mezzanotte e partecipa a programmi televisivi in qualità di commentatore. Dall’’85 inizia il sodalizio con Feltri, dapprima con l’Intervento, poi con Il Giornale e da ultimo con Libero. È considerato uno dei maggiori intellettuali della destra in Italia, nella XIV legislatura è stato anche membro del Consiglio di Amministrazione della Rai. È editorialista del giornale diretto da Maurizio Belpietro La Verità. La produzione saggistica è molto vasta, fra gli altri: La rivoluzione conservatrice in Italia. Genesi e sviluppo della ideologia italiana, SugarCo 1987; per i tipi di Laterza: Di padre in figlio. Elogio della tradizione, 2001, La cultura della destra, 2002, La sconfitta delle idee, 2003; per Mondadori: Rovesciare il ’68. Pensieri contromano su quarant’anni di conformismo di massa, 2008, Vivere non basta. Lettere a Seneca sulla felicità, 2011, Dio, patria e famiglia. Dopo il declino, 2012, Ritorno al sud, 2014; per Marsilio: Lettera agli italiani. Per quelli che vogliono farla finita con questo paese, 2015, Imperdonabili. Cento ritratti di maestri sconvenienti, 2017, Alla luce del mito. Guardare il mondo con altri occhi, 2017. Per la narrativa ha pubblicato: Vita natural durante. Autobiografia di Plotino, Marsilio 2001, Il segreto del viandante. Nostalgie di un contemporaneo, Mondadori 2003, La sposa invisibile, Fazi 2006 e Un’ora d’aria. Sessanta racconti minuti, Avagliano 2015. È uscito quest’anno a gennaio il volume Nostalgia degli dei. Una visione del mondo in dieci idee, per Marsilio.


Marco Balzano

Marco Balzano è nato a Milano e insegna Lettere nei licei. Esordisce nel 2007 con una raccolta di poesie, Particolari in controsenso, edizioni Lieto Colle. Ha pubblicato per diverse riviste articoli su Leopardi, Belli e Pascoli. Nel 2010 pubblica il suo primo romanzo, Il figlio del figlio, edizioni Avagliano, aggiudicandosi il Premio Opera Prima all’XI edizione del Premio Letterario Corrado Alvaro. Pubblica con Sellerio, nel 2013, il romanzo Pronti a tutte le partenze. Il terzo romanzo, L’ultimo arrivato, si aggiudica il Premio Campiello, che lo porta in Francia, Olanda e Germania. È curatore della raccolta di racconti L’agenda ritrovata. Sette racconti per Paolo Borsellino, edito da Feltrinelli. Con il suo quarto romanzo, Resto qui, pubblicato con Einaudi, è finalista al Premio Strega 2018. Lo spunto per questo romanzo è preso dall’episodio che vide il villaggio rurale Curon della Val Venosta venire completamente sommerso dalle acque, nel 1950, a seguito della costruzione di una diga. Il racconto di Balzano porta la eco dei grandi narratori di montagna e della resistenza.


Marco Missiroli

Marco Missiroli è nato a Rimini, dove consegue il diploma scientifico per poi traferirsi a Bologna, dove studia Scienze della Comunicazione, laureandosi con una tesi che parla dell’industria libraria. Esordisce con il romanzo Senza coda, Fanucci 2005, col quale vince il Premio Campiello Opera Prima: è un libro sull’infanzia e il confronto con l’ingiustizia del mondo adulto. Con il terzo romanzo, Bianco, Guanda 2009, vince il Premio Comisso e il Premio Tondelli; con Il senso dell’elefante, Guanda 2012, vince il Premio Selezione Campiello e il Premio Bergamo; con Atti osceni in luogo privato, Feltrinelli 2015, vince il Premio Super Mondello; con Fedeltà, Einaudi 2019, vince il Premio Strega Giovani ed entra nella cinquina finalista degli adulti. Un romanzo che ruota attorno al tradimento e al fatto che esso abbia a che fare molto di più con i personaggi coinvolti, che non con le loro storie d’amore. Attualmente vive a Milano e scrive, tra l’altro, per le pagine culturali del Corriere della Sera. Ha pubblicato anche il romanzo Il buio addosso, Guanda 2007, e i racconti Scusate tutti, Guanda 2014.


Mario Baudino

Mario Baudino nasce in provincia di Cuneo. Negli anni di piombo scrive per La gazzetta del popolo torinese ma poi si sposta alla Stampa dove trascorre la maggior parte della sua vita professionale. Ha organizzato festival ed eventi letterari fra cui Scrittorincittà a Cuneo, Albalibri ad Alba. È stato direttore artistico del Salone del Libro di Torino nel 1989. Ha vinto il Premio Montale con la raccolta di poesie Grazie, nel 1988, del Premio Brancati con Colloqui con un vecchio nemico, nel 2000. Altri lavori poetici pubblicati sono stati l’esordio nel 1978 sull’antologia La parola innamorata, due anni dopo con Una regina tenera e stupenda, nel 2006 Aeropoema, per Guanda, La forza della disabitudine nel 2018, per Aragno. Ha vinto il premio Scalea con il romanzo Il sorriso della Druida, Sperling & Kupfer, 1998, e il Premio Cesare Pavese con Lo sguardo della farfalla edito da Bompiani nel 2016. Inoltre ha pubblicato: In volo per affari, Rizzoli 1994, Per amore o per ridere, Guanda 2018, e i saggi: Al fuoco di un altro amore, Jaca Book 1988, Il gran rifiuto, storie di autori e di libri rifiutati dagli editori, La Gaja Scienza 1991, Voci di guerra. 1940-1945. Sette storie d’amore e di coraggio, Ponte alle Grazie 2001 e il romanzo storico Il mito che uccide, Longanesi 2004. È uscito da podo per Bompiani Il violino di Mussolini, un giallonero di provincia, su un gruppo di amici bibliofili alla ricerca di un libro raro che è la chiave di un doppio mistero.


Mariolina Venezia

Mariolina Venezia è nata a Matera e, dopo un lungo soggiorno in Francia, si è stabilita a Roma, dove lavora per il teatro, il cinema e la televisione. Nel 2006 esce per Einaudi Mille anni che sto qui, saga familiare ambientata in un paesino della Basilicata, che narra le vicende di cinque generazioni, dall’Unità d’Italia fino alla caduta del muro di Berlino, con il quale vince il Premio Campiello. Ha pubblicato, sempre per Einaudi: Altri Miracoli, 2008, Come piante tra i sassi, 2009, un giallo ambientato nuovamente in Basilicata, Da dove viene il vento, 2011, Maltempo, 2013, con la stessa protagonista Imma, pubblico ministero, del precedente giallo. Per Nottetempo ha pubblicato Rivelazione all’Esquilino, 2011, per Bompiani La volpe meccanica, 2014, e quest’anno, ancora con Einaudi, Rione Serra Venerdì. Ha scritto le sceneggiature Stiamo bene insieme, regia di Elisabetta Lodoli e Vittorio Sindoni e Sara May, regia di Marianna Sciveres, ha lavorato alle sceneggiature delle serie televisive Don Matteo, La squadra. Dai gialli di Imma Tataranni è in produzione una serie televisiva per Rai Uno e nel 2019 è uscito un altro romanzo, per Einaudi, sul personaggio di Imma: Via del riscatto.


Massimo Onofri

Massimo Onofri è nato a Viterbo. Si laurea in Filosofia morale all’università La Sapienza di Roma e consegue un dottorato in italianistica. Di mestiere fa il critico letterario e insegna letteratura italiana contemporanea all’Università di Sassari. Scrive di autori come Pirandello, Sciascia, Mario Soldati, Lalla Romano, Gianni Celati, collabora con L’Indice dei libri del mese, l’Avvenire, La Stampa. È membro del comitato editoriale della casa editrice Gaffi, nota per aver pubblicato opere in copyleft, ed è consulente editoriale per altre case editrici. Il suo volume La ragione in contumacia. La critica militante ai tempi del fondamentalismo, Donzelli 2007, ha vinto il Premio Brancati nel 2008. Vince inoltre il premio Fondazione De Sanctis con il libro L’epopea infranta. Retorica e antiretorica per Garibaldi, Medusa 2011. Ha pubblicato inoltre: Storia di Sciascia, Laterza 1994, La modernità infelice. Saggi sulla leteratura siciliana del Novecento, Avagliano 2003, Recensire. Istruzioni per l’uso, Donzelli 2008, Il suicidio del socialismo. Inchiesta su Pellizza da Volpedo, Donzelli 2009, Il secolo plurale. Profilo di storia letteraria novecentesca, Avagliano 2010, Passaggio in Sardegna, Giunti 2015, Passaggio in Sicilia, Giunti 2016, Fughe e rincorse. Ancora sul Novecento, Inschibboleth 2019. Presso La nave di Teseo è uscito Benedetti Toscani. Pensieri in fumo, nel 2017 e di quest’anno è Isolitudini. Atlante letterario delle isole e dei mari.


Maurizio Crosetti

Maurizio Crosetti è nato a Torino. Si è iscritto all’ordine dei giornalisti nel 1985 e da allora ha sempre scritto come cronista, soprattutto di sport e di ciclismo, che è la sua passione. Collabora con Repubblica e sul suo sito web tiene un blog intitolato Rimbalzi. Ha scritto i libri di sport: La Juve sulla luna. Una storia in bianconero, Limina 1998, I padroni del pallone: da Galliani a Cragnotti, tredici ritratti sulla crisi del calcio, Baldini Castoldi Dalai 2002, Semplicemente sindaco, Cairo 2006, Fuori di pallone, GruppoAbele 2008, Armstrong. Il ritorno del sopravvissuto, Baldini Castoldi 2009, Campionissimi. Un giorno nella vita di trenta grandi ciclisti, Baldini Castoldi 2010. Ha scritto una raccolta di favole per bambini, I sogni di Friz, GruppoAbele 2008. È uscito quest’anno con Einaudi il romanzo Il suo nome è Fausto Coppi, che, a cento anni dalla sua nascita, ripercorre le vicende di colui che, fra i grandi ciclisti italiani, ha avuto una vita più simile a un romanzo.


Maurizio Maggiani

Maurizio Maggiani è nato in provincia di La Spezia, in una famiglia di modeste condizioni, ha svolto diverse professioni prima di approdare al mondo della letteratura. Nel 1987 ha vinto il Premio Inedito – L’Espresso con il racconto Prontuario per la donna senza cuore. Con Il coraggio del pettirosso, 1995, edito da Feltrinelli, come del resto l’intera sua produzione, ha vinto il Premio Viareggio e il Premio Campiello. Con La regina disadorna, 1998, ha vinto il Premio Alassio e il Premio Stresa. Nel 2005 ha vinto, con Il viaggiatore notturno, il Premio Strega. Collabora con le testate giornalistiche La Stampa, Il Secolo XIX, Il Fatto del Lunedì e pubblica dei podcast dal titolo “Il viaggiatore zoppo” per Feltrinelli. Ha messo in scena uno spettacolo con Gian Piero Alloisio, da cui è uscito un CD, La storia della meraviglia. Nel 2010 ha deciso di rendere pubblico il suo archivio personale di racconti di quando era un esordiente e di alcuni inediti. Altre sue pubblicazioni: Vi ho già tutti sognato una volta, 1990, Felice alla guerra, 1992, E’ stata una vertigine, 2002, Meccanica celeste, 2010, Il romanzo della nazione, 2015, La zecca e la rosa. Vivario di un naturalista domestico, 2016, L’amore, 2018, Mi son perso a Genova, 2007 e I figli della Repubblica, 2014.


Mauro Covacich

Mauro Covacich è nato a Trieste. Lì studia Filosofia e poi si trasferisce a Pordenone in occasione del servizio civile, che svolge in un istituto di salute mentale, il quale gli darà l’ispirazione per il primo romanzo Storia di pazzi e di normali, Theoria, 1993. A Pordenone insegna nei licei, in parallelo alla sua attività di narratore, finchè, nel 1999, l’università di Vienna non gli conferisce l’Abraham Woursell Prize, una borsa di studio triennale che gli consente di abbandonare l’insegnamento per dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. Da diversi suoi lavori è stato ricavato uno spettacolo teatrale: Anomalie, Mondadori 1998, e Fiona, Einaudi 2005, vengono messi in scena al Rossetti di Trieste; A nome tuo, Einaudi 2011, è andato in scena al Teatro PimOff di Milano e Valeria Golino ne ha tratto un film intitolato Miele, arrivato al Festival di Cannes. Dal 1998 collabora con Il Corriere della Sera e altre testate. Nel 2015 entra nella cinquina finalista del Premio Strega, con la raccolta di racconti La Sposa, edita da Bompiani. Nel 2017 La città interiore, Nave di Teseo, è finalista al Premio Campiello. Ha inoltre pubblicato: Colpo di Lama, Neri Pozza 1995, Mal d’autobus, Tropea 1997, La poetica dell’Unabomber, Theoria 1999; per Mondadori: L’amore contro, 2001, A perdifiato, 2003, il primo del cosiddetto “ciclo delle stelle”; per Einaudi: Prima di sparire, 2008, storia autobiografica sulla separazione dalla moglie e terzo romanzo del “ciclo delle stelle”, L’esperimento, 2013; per Laterza l’urban fiction Tieste sottosopra. Quindici passeggiate nella città del vento, 2006, e L’arte contemporanea spiegata a tuo marito, 2011. L’ultimo romanzo è uscito quest’anno per La Nave di Teseo, Di chi è questo cuore, e parla di sentimenti e di corpi umani fragili.


Paola Capriolo

Paola Capriolo è nata a Milano ed è la figlia del grande traduttore Ettore Capriolo. Ha esordito come narratrice nel 1988 con la raccolta di racconti La grande Eulalia, vincitrice del Premio Berto. Scrive sulle pagine culturali del Corriere della Sera. Ha vinto altri premi: Premio Selezione Campiello con Il nocchiero nel 1989, edito da Feltrinelli, Premio Grinzane Cavour con Il doppio regno, Bompiani 1992, e il Premio letterario Basilicata con Una luce nerissima, Mondadori 2005. Scrittrice prolifica e tradotta in molti paesi al mondo, ha pubblicato per le edizioni di Bompiani i romanzi Vissi d’amore, 1992, La spettatrice, 1995, Un uomo di carattere, 1996, Una di loro, 2001, Il pianista muto, 2009, Caino, 2012, Avventure di un gatto viaggiatore: dai Grigioni alla Grecia, 2017; per Mondadori: Qualcosa nella notte, 2003; per EL edizioni: Maria Callas, 2007, Indira Gandhi, 2009, NO! Il rifiuto che sconfisse il razzismo, 2010, Io come te, 2011, Partigiano Rita, 2016. Nel 2017 ha pubblicato con Einaudi Ragazzi il volume Rita Levi Montalcini: una vita per la conoscenza. Traduce classici della letteratura tedesca, da Goethe a Kafka, da Kleist a Thomas Mann.