Passaggio Sciopero di Ranica 1909
Passaggio Sciopero di Ranica 1909
Ester Viola (Morbegno, 1978) è un’avvocata che porta in letteratura ciò che vede ogni giorno: separazioni, ritorni, tentativi di ricominciare. Vent’anni a Napoli tra legge (e un po’ di economia), oggi vive a Milano: dalle aule passa ai feed, osservando come i social cambiano il modo in cui ci innamoriamo, litighiamo, ci parliamo.
Per Einaudi ha pubblicato L’amore è eterno finché non risponde (2016) e Gli spaiati (2018): romanzi che raccontano l’amore quando perde l’orientamento ma non la voglia di capire. Con Voltare pagina (2023) costruisce invece una bussola di letture: dieci libri per attraversare dieci ferite sentimentali, senza frasi fatte.
Per Io Donna | Corriere della Sera cura la seguitissima posta del cuore Le relazioni difettose, cui affianca la newsletter personale Ultraviolet mentre nel 2024 ha condotto per Chora Media il podcast Ultra Calvino. Collabora con le testate Il Foglio, Vanity Fair, Cosmopolitan. Spazi diversi, una stessa missione: fare chiarezza nel rumore, trovare le parole giuste quando sembrano mancare, nella convinzione che i libri possano cambiare il modo in cui ci raccontiamo l’amore.
Ex Convento, Via Convento, 10
Ex Convento, Via Convento, 10
Elisabetta Rasy (Roma, 1947) è giornalista e scrittrice capace di raccontare il mondo con uno sguardo nitido che restituisce alla luce quello che la Storia lascia spesso ai margini. Protagoniste predilette le donne, le artiste e le città, tratteggiate in pagine dove la memoria non è nostalgia, ma potere critico.
Nel corso della sua lunga carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti: Premio Mondello Opera Prima (1985), Premio Napoli (1997) e Premio Selezione Campiello (1997, 2016); Premio Basilicata (2005) e Premio Grinzane Cavour (2008).Apprezzati i suoi saggi di argomento letterario e dedicati alla scrittura femminile (La lingua della nutrice, 1978; Le donne e la letteratura, 1984). Ha partecipato all’esperienza delle Edizioni delle Donne (1974), snodo della stagione femminista italiana, e ha scritto per importanti testate giornalistiche e culturali. Tra i suoi romanzi, molti dei quali tradotti all’estero, La prima estasi (1985), L’altra amante (1990, Finalista Premio Bergamo), Posillipo (1997), L’ombra della luna (1999), Tra noi due (2002), La scienza degli addii (2005), L’estranea (2007), Memorie di una lettrice notturna (2009), Non esistono cose lontane (2014), Le regole del fuoco (2016), Le disobbedienti. Storie di sei donne che hanno cambiato l’arte (2019), Le indiscrete. Storie di cinque donne che hanno cambiato l’immagine del mondo (2021) e Perduto è questo mare (2025, finalista Premio Strega).
Via Mazzini 69
Via Mazzini 69
Dario Voltolini (Torino, 1959) è uno scrittore capace di spaziare dai romanzi ai racconti, dai radiodrammi ai libretti musicali fino alla cura della collana di narrativa italiana contemporanea Pennisole, per Hopefulmonster editore.
Tanti i titoli nella sua intensa carriera: Una intuizione metropolitana (1990), Rincorse (1994), Forme d’onda (1996), 10 (2000), Primaverile (2001), I confini di Torino (2003), Foravìa (2010), Pacific Palisades (2017), Il giardino degli aranci (2022), Sedici passeggiate con Kuma (2023), Dagli undici metri (2024), Acqua chiusa (2024), Invernale (2024 finalista ai premi Strega, Flaiano e Bergamo, e vincitore dei premi Wondy, Lussu e Valle d’Aosta). Nel 2025 ha pubblicato Su.
Docente alla Scuola Holden di Torino, è stato tra gli intellettuali fondatori del blog Nazione Indiana cui è seguita la rivista Il primo amore e l’omonimo blog. Per la musica, insieme al compositore Nicola Campogrande, ha scritto il melologo Mosorrofa o dell’ottimismo (1993), le canzoni dell’album Capelas Imperfeitas, (1997/1998), Tempi burrascosi (2008) e la canzone Queste ferite sono verdi (2013, vincitrice della XXIII edizione di Musicultura).
Via Papa Giovanni XXII, 60
Via Papa Giovanni XXII, 60
Lorenza Gentile (Milano, 1988) prima di scoprirsi scrittrice si è perfezionata in arti drammatiche presso istituzioni prestigiose all’estero. Al centro dei suoi romanzi, tradotti in diverse lingue,i momenti della vita in cui si cambia rotta: quando ci si guarda allo specchio e si sceglie una nuova strada propria.
Ha pubblicato Teo (2014), La felicità è una storia semplice (2017), Le piccole libertà (2021), Le cose che ci salvano (2023), Tutto il bello che ci aspetta (2024) e La volta giusta (2025).
Teo è stato premiato con diversi riconoscimenti Opera Prima (Edoardo Kihlgren, Rhegium Julii, Fortunato Seminara) e lo Young Jury Award della Literaturhaus di Vienna, mentre Tutto il bello che ci aspetta è stato finalista al Premio Fiesole Narrativa Under 40.Oltre a scrivere per il teatro e a collaborare con diverse testate, nel 2024 ha ideato e condotto il podcast La vita davanti, dedicato a chi ha saputo rivoluzionare la propria vita.
Viale Aldo Moro, 4
Viale Aldo Moro, 4
Enrico Galiano (Pordenone, 1977) è lo scrittore–prof che racconta l’energia che respira in classe, un osservatorio vivo di storie, scelte difficili, inciampi e seconde possibilità.
Dal 2017 con Eppure cadiamo felici (Premio Internazionale di Letteratura Città di Como e Premio per la Cultura Mediterranea) firma romanzi di successo, tradotti anche all’estero. Nel 2018 Tutta la vita che vuoi, cui seguono Più forte di ogni addio (2019), Dormi stanotte sul mio cuore (2020), Felici contro il mondo (2021), Geografia di un dolore perfetto (2023), Una vita non basta (2024) e Quel posto che chiami casa (2025).
È ideatore della webserie Cose da prof (dal 2015) e ha firmato il soggetto del film Il punto di rugiada, con cui ha ottenuto il Nastro d’Argento 2024 – Miglior Soggetto. È autore anche dei saggi L’arte di sbagliare alla grande (2020) e Scuola di felicità per eterni ripetenti nel 2022. Per ragazzi La società segreta dei salvaparole (2022, Premio Bancarellino 2023).
Molto attivo sui social con clip di classe, consigli di lettura, riflessioni “spiegate facile” che si trasformano in strumenti concreti per studenti, docenti e lettori. Anche nei feed, come nei libri, si distingue per uno stile empatico capace di conquistare un’ampia community.
Piazza Ferrari, 24
Piazza Ferrari, 24
Davide Longo (Carmagnola, 1971) è scrittore, sceneggiatore, regista di documentari e autore per teatro e radio oltre a una lunga attività di insegnamento alla Scuola Holden e collaborazioni con Corriere della Sera, la Repubblica, il Manifesto, Avvenire.
Ha esordito con Un mattino a Irgalem (2001 Premio Grinzane opera prima e Premio Via Po), cui sono seguiti Il mangiatore di pietre (2004, Premio Bergamo e Premio Viadana), L’uomo verticale (2010) e Maestro Utrecht, nel 2016. È l’ideatore della serie noir che ha per protagonisti Corso Bramard e Vincenzo Arcadipane: Il caso Bramard (2014), Le bestie giovani (2018), Una rabbia semplice (2021), La vita paga il sabato (2022), Requiem di provincia (2023) e La donna della mansarda (2025). Ha curato l’antologia Racconti di montagna (2007) e scrive anche libri per ragazzi.
Dal romanzo Il mangiatore di pietre è stato tratto l’omonimo film (2018) con Luigi Lo Cascio. Tra i riconoscimenti, il Prix du Polar Européen (2024) che lo ha consacrato sulla scena del noir europeo grazie a dialoghi asciutti, ritmo misurato, attenzione empatica per le relazioni umane senza mai dimenticare i paesaggi.
Via Clara Maffei, 3
Via Clara Maffei, 3
Antonio Franchini (Napoli, 1958) editor per oltre vent’anni in Mondadori, nel 2015 è diventato direttore del gruppo editoriale Giunti. Riconosciuto per la sua capacità di scoprire nuovi autori di talento, è una figura chiave nell’editoria italiana contemporanea.
L’esordio è con Camerati. Quattro novelle sul diventare grandi (1992 Premio Bagutta Opera Prima) cui segue Quando vi ucciderete, maestro? (1996 Premio Bergamo), Acqua, sudore, ghiaccio (1998), L’abusivo (2001), Cronaca della fine (2003), Signore delle lacrime (2010), Memorie di un venditore di libri (2011), Il vecchio lottatore e altri racconti postemingueiani (2020), Leggere possedere vendere bruciare (2022). Il fuoco che ti porti dentro del 2024 è stato finalista al Premio Campiello e ha ricevuto numerosi premi a livello nazionale che vanno a sommarsi a diversi altri riconoscimenti meritati nel corso di una carriera densa lungo la quale si è distinto per uno stile capace di mescolare memoir, reportage e passioni personali, in particolare legate allo sport.
Passaggio Sciopero di Ranica 1909
Passaggio Sciopero di Ranica 1909
Lezione – spettacolo a due voci di e con Raffaella Romagnolo e la partecipazione di Paola Bigatto
Diciotto anni fa ho capito di essere uno scrittore. Ricordo il momento esatto, la pagina che stavo scrivendo, la sensazione stupefacente di essere venuta al mondo per fare proprio quello che stavo facendo. Avevo trentasei anni, un romanzo alle spalle, recensioni, inviti a festival e nessuno di questi fatti mi aveva fino a quel momento suggerito l’idea di essere uno scrittore. Non ero molto sveglia, lo ammetto.
Dopo quel momento di tremebonda autocoscienza, ho cominciato farmi delle domande. Cosa vuol dire essere uno scrittore? Che doti ci vogliono? Quali rischi si corrono? Per me gli scrittori veri stavano nei libri di storia letteraria ed erano tutti morti, tranne uno sparuto gruppo di viventi, ma lontani, lontanissimi, irraggiungibili. Ho cominciato allora a studiare biografie e interviste. Stephen King, Gabriel García Márquez, J.K. Rowling, Charlotte Brontë, Philip Roth. Nomi grossi, certo, ma a chi altro avrei dovuto rivolgermi? Volevo risposte, istruzioni, una mappa. Così ho composto un mio personalissimo Manuale per scrittori di successo.
Di successo perché è impossibile procurarsi biografie di scrittori sconosciuti. E perché il successo è il punto dolente della questione. La scrittura è una faccenda intima e un’urgenza interiore, ma è anche relazione con gli altri, comunicazione. Si potrebbe quindi dedurre che lo scrittore, o è di successo, o non è. Il che, converrete, è una grandissima seccatura.
“Tullio Carrara”, Piazza Italia, 6
“Tullio Carrara”, Piazza Italia, 6
Matteo Nucci (Roma, 1970) è tra le voci italiane più originali nel dialogo tra filosofia e vita quotidiana, capace di riportare nella contemporaneità temi e miti del mondo antico attraverso un taglio narrativo avvincente. Studioso del pensiero classico, ha curato saggi dedicati a Platone, Socrate ed Empedocle.
Ha esordito con Sono comuni le cose degli amici (2009), vincitore del Premio Letterario Orient-Express e finalista al Premio Strega 2010. Tra i suoi titoli: Il toro non sbaglia mai (2011) un viaggio narrativo tra mito e corrida, Le lacrime degli eroi (2013) dedicato alla fragilità nell’epica classica, È giusto obbedire alla notte (2017, finalista Premio Strega), e L’abisso di Eros (2018), un dialogo tra vita contemporanea e classicità come in Achille e Odisseo. La scelta impossibile (2021) e Sono difficili le cose belle (2022). Nel 2025 Platone.
Una storia d’amore, pubblicato da Feltrinelli.
Molte sue opere sono tradotte all’estero. Collabora con gli
inserti letterari dei principali quotidiani nazionali italiani per i quali scrive recensioni e reportage.
Maria Grazia Calandrone (Milano, 1964) è poetessa, scrittrice, giornalista, drammaturga.
Numerosi i riconoscimenti per la sua produzione in ambito poetico tra le cui ultime opere si ricordano Giardino della gioia (2019, premi Lerici Pea e Metauro), Il bene morale (2017 premi Europa e Trivio), Gli Scomparsi – storie da “Chi l’ha visto?” (2016 – premio Dessì), Serie fossile (2015, premi Marazza e Tassoni, rosa Viareggio).
Altrettanto riusciti i libri di prosa, dal più recente Dimmi che sei stata felice (Einaudi Supercoralli 2025), a Magnifico e tremendo stava l’amore (Einaudi Supercoralli 2024, Premio Scrivere per Amore, finalista Premio Fiuggi Storia), Dove non mi hai portata (Einaudi Supercoralli 2022, finalista Premio Strega, vincitore Premi Sila, Vittorini e Pozzale), Splendi come vita (Ponte alle Grazie 2021, dozzina Premio Strega, terna premio Strega Giovani, finalista premi Bergamo e Comisso, premio speciale I fiori blu 2021), Una creatura fatta per la gioia.
Biografia poetica di Alda Merini (Solferino 2021) Collabora con quotidiani e riviste culturali, conduce programmi radiofonici dedicati alla letteratura, tiene incontri e laboratori di scrittura, portando la poesia fuori dai confini specialistici per farne un luogo vivo di relazione.
“Tullio Carrara”, Piazza Italia, 6
“Tullio Carrara”, Piazza Italia, 6
Le erbe officinali sono piante riconosciute per le loro proprietà terapeutiche, utilizzate da secoli per lenire dolori e fastidi, preziose alleate per il nostro benessere. E se provassi a utilizzare il potere curativo della narrazione come balsamo per mente e corpo?
Tre incontri per tre elementi in dialogo: le erbe, capaci di guarire o avvelenare, le storie, che come filtri magici possono curare, incantare o ferire e le streghe, che conoscevano il potere di entrambe.
In ogni incontro esploreremo la magia dei racconti leggendo con tutto il corpo, praticheremo la bibliomanzia per lasciarci sorprendere dai libri come se fossero oracoli, raccoglieremo storie interrotte per farle rifiorire, giocheremo con esperimenti poetici, piccoli incantesimi e sortilegi.
E ad accompagnare il viaggio l’immancabile kit officinale per ogni partecipante: consigli di lettura nelle giuste dosi e piccole sorprese per continuare a nutrirsi di magia.
Adatto a tutti e tutte.
Quando? Sabato dalle 14.30 alle 17.30 dal 22.11 al 6.12. 2025
Dove? Biblioteca Centro Cultura “Tullio Carrara” a Nembro – Piazza Italia
La partecipazione prevede un’iscrizione gratuita ma obbligatoria entro il 20 novembre.
In caso di esaurimento dei posti disponibili [tenuti in considerazione a seconda dell’ordine cronologico di iscrizione] verrà creata una lista d’attesa
Max 25 partecipanti
Eventuali disdette vanno comunicate entro 48 ore dall’inizio dell’incontro per permettere a chi è in lista d’attesa di subentrare
Si raccomanda la puntualità nella partecipazione agli incontri e la correttezza nel congruo anticipo in caso di eventuali disdette.
I costi del workshop sono sostenuti dal Sistema bibliotecario della Valle Seriana con il contributo di Regione Lombardia.
PROGRAMMA
- Sabato 22 novembre | Racconti per incantare (con) il corpo
Conduttrici: Chiara Di Carlo e Rachele Preda - Sabato 29 novembre | Lettura divinatoria per amanti e bibliomanti
Conduttrici: Chiara Di Carlo e Silvia Gilardi - Sabato 6 dicembre | Sortilegi in rima baciata, formule magiche e rituali poetici
Conduttrici: Chiara Di Carlo e Jasminka Grendele
Bio conduttrici
Chiara Di Carlo – Bibliotecaria e ideatrice di Storie Officinali
Ingredienti di base nel suo lavoro quotidiano: empatia, creatività, immaginazione e ascolto di tante storie. Il suo motto è “Vedo gente, faccio cose: gruppi di lettura, laboratori, corsi di formazione, una rubrica di oroscopo letterario, il gioco Alter (L)ego”.
Rachele Preda – Danza Movimento Terapeuta
Insegnante in Formazione della Disciplina del Movimento Autentico, istruttrice certificata di yoga con un approccio “impegnato” per una società più equa, un modo più sostenibile di relazionarsi con sé stessə, con altrə e con l’ambiente.
Silvia Gilardi – Ghostwriter
Laureata in Lettere Moderne, diplomata in Scrittura & Storytelling presso la Scuola Holden di Torino, lavora come editor e formatrice freelance; tiene corsi di scrittura creativa e laboratori di lettura. Da sempre la sua più grande passione sono i libri.
Jasminka Grendele – Bookcounselor
Bibliotecaria e facilitatrice in comunicazione non violenta (CNV) e Coach attraverso percorsi bibliografici per la cura di sé per gruppi e singoli; tiene corsi sul piacere di leggere, e laboratori di biblioterapia
I costi del workshop sono sostenuti dal Sistema bibliotecario della Valle Seriana con il contributo di Regione Lombardia.
Info sul workshop: storieofficinali@gmail.com
Info sul festival www.presenteprossimo.it | info@presenteprossimo.it
Auditorium scuola media
Auditorium Pezzoli
Auditorium Modernissimo
Teatro nuovo
Auditorium scuola media
Auditorium Pezzoli
Auditorium Roberto Gritti
Auditorium scuola media
Auditorium biblioteca/Cinema Loverini
Teatro Nuovo/Auditorium biblioteca
Auditorium Montecchio/Sala consiliare
Auditorium biblioteca
Auditorium biblioteca
Auditorium Cuminetti
Giulio Cavalli (Milano, 1977) è un attore, scrittore, regista e politico italiano. Dopo aver fondato a Lodi la compagnia Bottega dei Mestieri Teatrali, firmando il testo e la regia di spettacoli “locali”, sale alla ribalta con lo spettacolo Kabum!…come un paio di impossibilità nel 2006, spettacolo teatrale sulla Resistenza italiana con la direzione artistica di Paolo Rossi. Lo stesso anno produce anche (Re) Carlo (non) torna dalla battaglia di Poitiers, spettacolo sulla vicenda del G8 a Genova nel 2001 e sulla morte di Carlo Giuliani, e Linate 8 ottobre 2001: la strage, scritto insieme al giornalista Fabrizio Tummolillo, monologo sull’incidente aereo costato la vita a 118 persone, debuttato nel dicembre 2006 al Piccolo Teatro di Milano. Prosegue nella sua denuncia delle collusioni e infiltrazioni mafiose con RadioMafiopoli e altri spettacoli. Il 4 gennaio del 2010 gli viene assegnato il Premio Giovani Giuseppe Fava. Nell’ottobre 2010 esce il suo primo libro Nomi, cognomi e infami per la collana Verdenero di Edizioni Ambiente. Nel 2011 in collaborazione con il regista Renato Sarti scrive e interpreta L’innocenza di Giulio, spettacolo sul processo al senatore Giulio Andreotti per i suoi rapporti con la mafia, spettacolo da cui nel 2012 è tratto il libro L’innocenza di Giulio: Andreotti e la mafia (Chiarelettere, 2012) Nel 2014 escono Bambini a dondolo (favole nere sul turismo sessuale su minori) e Corro perché scivolo (Racconto su Dorando Pietri), nel 2015 Mio padre in una scatola da scarpe (Rizzoli) e nel 2017 Santamamma (Fandango).
Auditorium Comunale
Matteo Caccia (Novara, 1975) è un attore teatrale e conduttore radiofonico italiano. Diplomato all’Accademia dei Filodrammatici di Milano, nel 2005 comincia a scrivere per il teatro e il suo primo testo Hotelofficina è finalista del premio Riccioneteatro. Nel 2006 debutta con lo spettacolo, da lui scritto ed interpretato, “La maglia nera” che narra la storia di Luigi Malabrocca.
Parallelamente all’attività teatrale, inizia a lavorare come inviato e conduttore radiofonico prima a Radio Popolare e poi a Radio2. L’8 settembre 2008, comincia Amnèsia trasmessa da Radio2, programma a puntate in cui Matteo racconta di come è stato colpito da un’amnesia retrograda globale. Nel 2010 su Radio 24 inizia la trasmissione di fiction Vendo tutto e contemporaneamente conduce il romanzo radiofonico a puntate Io sono qui su sempre su Radio 24. Nel 2011 in trio con Tiziano Bonini e Stefano D’Andrea dà vita alla trasmissione Voi Siete Qui, un programma di storytelling basato sulle storie degli ascoltatori. Nel 2012 esce Il nostro fuoco è l’unica luce (Mondadori).
Nel 2015 torna a Radio2 con Una vita. Nel 2016 conduce su Rai2 Pascal in cui, attraverso la lettura di piccoli episodi di vita vissuta, trasmette le emozioni dei protagonisti e rende straordinarie le vite comuni degli ascoltatori – scrittori che ad essa partecipano. Nel 2017 per Einaudi esce Il silenzio coprì le sue tracce.
Hotel Piemontese
Guido Crainz (Udine 1947), già professore ordinario all’Università di Teramo, commentatore del quotidiano la Repubblica e consulente di RaiStoria, è fra i principali studiosi di storia italiana contemporanea. Nelle sue ricerche ha tracciato nitidamente la trasformazione della vita sociale, culturale e politica della Repubblica dal dopoguerra a oggi. Fra i suoi numerosi studi, i volumi Storia del miracolo italiano (Donzelli, 1997, 2007); Il paese mancato. Dal miracolo economico agli anni ottanta (Donzelli, 2003, 2011); Il dolore e l’esilio. L’Istria e le memorie divise d’Europa (Donzelli, 2005); L’ombra della guerra. Il 1945, l’Italia (Donzelli, 2007); Autobiografia di una repubblica (Donzelli, 2009); Il paese reale. Dall’assassinio di Moro alla stagione di Berlusconi (Donzelli, 2012); Diario di un naufragio. Italia 2003-2013 (Donzelli, 2013); Storia della Repubblica. L’Italia dal 1945 ad oggi (Donzelli, 2016). Ha fondato e dirige l’Archivio audiovisivo della memoria abruzzese.
Auditorium Pezzoli
Silvia Ballestra è laureata in Lingue e Letterature straniere, ha collaborato a lungo con il quotidiano «l’Unità» e scrive per diverse riviste e giornali.
Ha esordito nel 1990 nell’antologia Papergang – Under 25 vol. 3, a cura di Pier Vittorio Tondelli, ed è autrice di vari romanzi, raccolte di racconti, saggi e traduzioni pubblicati a partire dal suo libro d’esordio Compleanno dell’iguana (1991), salutato da un vasto successo e tradotto in varie lingue. Vi compariva per la prima volta il personaggio di Antò Lo Purk, un ragazzo abruzzese che non riesce a sopportare l’angustia di Pescara e si trasferisce prima a Bologna poi a Berlino, per scoprire ovunque la stessa frustrazione. Segue La guerra degli Antò (1992), poi la raccolta di racconti Gli orsi (1994), il libro-conversazione con la scrittrice Joyce Lussu Joyce L. Una vita contro e, a partire dal 1998, la cosiddetta «trilogia di Nina» (La giovinezza della signorina N.N., 1998; Nina, 2001; Il compagno di mezzanotte, 2002). Nel 2014 è uscito per Mondadori il romanzo Amiche mie. Dai due primi libri Riccardo Milani ha tratto il film La guerra degli Antò (1999).
Ha tradotto autori francesi e statunitensi e molti suoi libri sono stati tradotti in varie lingue. Vive e lavora a Milano.
Foto: © Chiara Cadeddu
Biblioteca Comunale
Luigi Manconi (Sassari 1948), uomo politico, sociologo e giornalista, già portavoce dei Verdi fra 1996 e 1999, è senatore della Repubblica dal 1994 e dal 2013 presiede la commissione Diritti umani del Senato. Presiede inoltre l’associazione “A buon diritto”, e insegna Sociologia dei fenomeni politici presso l’Università IULM di Milano. Ha collaborato con varie testate tra cui Il Messaggero, Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa, L’Unità, Il Foglio. Ha diretto le riviste Antigone e Ombre rosse. Ha scritto numerosissimi volumi di analisi sociale, culturale e politica, fra i quali La violenza e la politica (Savelli, 1979), Vivere con il terrorismo (Mondadori, 1980), Solidarietà, egoismo (Il Mulino, 1990), Legalizzare la droga (Feltrinelli, 1991), Razzismi (Feltrinelli, 1993), Dignità nel morire (Guerini, 2003, con Roberta Dameno), Il dolore e la politica (Mondadori, 2007, con Andrea Boraschi), Un’anima per il Pd (Nutrimenti, 2009), Quando hanno aperto la cella. Stefano Cucchi e gli altri (Il Saggiatore, 2010, con Valentina Calderone), Accogliamoli tutti. Una ragionevole proposta per salvare l’Italia, gli italiani e gli immigrati (Il Saggiatore, 2013, con Valentina Brinis), La pena e i diritti. Il carcere nella crisi italiana (Carocci, 2015, con Giovanni Torrente). All’impegno politico e sociale associa un interesse per la tradizione musicale italiana, di cui sono esito lavori come La musica è leggera. Racconto di mezzo secolo di canzoni (Il Saggiatore, 2012, con Valentina Brinis). Il suo lavoro più recente è Non sono razzista, ma. La xenofobia degli italiani e gli imprenditori politici della paura (Feltrinelli 2017, con Federica Resta).
Auditorium Cuminetti
Michela Marzano (Roma, 1970), filosofa, saggista, scrittrice, è professore ordinario all’Université Paris Descartes (SHS Sorbonne), dove dirige il Dipartimento di Scienze sociali. È autrice di numerosi saggi e articoli di filosofia morale e politica. In Italia ha pubblicato, tra gli altri, Straniero nel corpo. La passione e gli intrighi della ragione (Giuffré, 2004), Estensione del dominio della manipolazione (Mondadori, 2009), Sii bella e stai zitta (Mondadori, 2010), Volevo essere una farfalla (Mondadori, 2011), Avere fiducia (Mondadori, 2012), Gli assassini del pensiero (Erickson, 2012), La fine del desiderio (Mondadori, 2012), L’amore è tutto (UTET, 2013, vincitore del Premio Bancarella 2014), Il diritto di essere io (Laterza, 2014), Non seguire il mondo come va (UTET, 2015, con Giovanna Casadio) e Papà, mamma e gender (UTET, 2015). Dirige una collana di saggi filosofici per le Edizioni PUF e collabora con Repubblica e Vanity Fair. Attualmente è deputato del Parlamento italiano. Nel 2017 ha fatto il proprio esordio narrativo con L’amore che mi resta (Einaudi).
Auditorium comunale
Stefano Laffi (Milano, 1965) è ricercatore sociale presso l’agenzia di ricerca Codici (Milano). Ha collaborato con la Rai, Radio Popolare, oggi con le riviste Lo Straniero e Gli asini. Si occupa di mutamento sociale, culture giovanili, processi di emarginazione, consumi e dipendenze. Ha scritto, fra l’altro, Il furto. Mercificazione dell’età giovanile (L’Ancora del Mediterraneo, 2000) e La congiura contro i giovani. Crisi degli adulti e riscatto delle nuove generazioni (Feltrinelli, 2014). Ha curato Le pratiche dell’inchiesta sociale (Edizioni dell’Asino, 2009), Crescere nonostante. Un romanzo di formazione (Edizioni dell’Asino, 2015), e Quello che dovete sapere di me. I ragazzi parlano (Feltrinelli, 2016).
Auditorium borso S. Lino
Alessandro Zaccuri è laureato in lettere classiche. Lavora nella redazione culturale del quotidiano «Avvenire» e collabora ai periodici «Lo Straniero» e «Letture». Ha pubblicato i libri Citazioni pericolose: il cinema come critica letteraria (Fazi, 2000) e Il futuro a vapore: l’Ottocento in cui viviamo (Medusa, 2004) e il reportage narrativo Milano, la città di nessuno (L’Ancora del Mediterraneo, 2003), ispirato alla figura di Luciano Bianciardi. Tra il 2005 e il 2011 è stato autore e conduttore della trasmissione televisiva Il Grande Talk, in onda su SaT2000/Tv2000. Per qualche anno ha insegnato Informazione culturale presso l’Università Cattolica di Milano.
Con il romanzo Il signor figlio (Mondadori, 2007) è stato tra i finalisti del premio Campiello. Nel 2008 ha pubblicato il romanzo Infinita notte (Mondadori) e nel 2016 Lo spregio (Marsilio) per il quale ha vinto il Premio Comisso 2017. I suoi ultimi titoli sono Come non letto. 10 classici +1 che possono ancora cambiare il mondo (Ponte alle Grazie, 2017) e La sposa di Attila nella nuovissima collana “locale” Genius Loci dell’editore bergamasco Bolis.
foto: © Nicola De Rosa
Auditorium Modernissimo
Tahar Ben Jelloun è uno scrittore marocchino di religione islamica. In Italia ha pubblicato molti volumi tra saggi, opere di narrativa e poemi. Ha trascorso la sua adolescenza a Tangeri e ha compiuto gli studi di filosofia a Rabat. Ha insegnato in un liceo a Tétouan e a Casablanca ed è stato collaboratore del magazine «Souffles». Suoi articoli in Italia appaiono di frequente su «la Repubblica»; ha collaborato anche con il «Corriere della Sera», «Panorama», «L’Espresso». Scrive inoltre per «Le Monde». Per il profondo messaggio del libro Il razzismo spiegato a mia figlia (Bompiani 1998) gli è stato conferito dal segretario delle Nazioni Unite, Kofi Annan, il Global Tolerance Award.
Ha conseguito lauree honoris causa e premi in tutto il mondo, tra i quali il Premio Flaiano (1996), e il Premio Remarque (2011). Con il Premio Goncourt assegnatogli per La Nuit sacrée nel 1987, diventa lo scrittore francofono più conosciuto in Francia. Nel 2009 ha presieduto il Festival del Cinema di Roma. Numerosi i suoi romanzi pubblicati in Italia Amori stregati (Premio letterario Giuseppe Tomasi di Lampedusa), La rivoluzione dei gelsomini. Il risveglio della dignità araba. E ancora Notte fatale, Creature di sabbia, Lo scrivano, Giorno di silenzio a Tangeri, Le pareti della solitudine, Dove lo Stato non c’è. Racconti italiani (con Egi Volterrani), A occhi bassi, L’amicizia, Lo specchio delle falene, Il libro del buio, L’hamman, L’amicizia e l’ombra del tradimento, Mia madre, la mia bambina, L’ha ucciso lei, il volume di poesie Stelle velate, Marocco, romanzo. Per Bompiani esce nel 2015 È questo l’Islam che fa paura e per La nave di Teseo Il Matrimonio di piacere (2016).
Dal 1971 vive a Parigi.
Foto: © GettyImages
Auditorium biblioteca
Franco Arminio è nato e vive a Bisaccia, centro dell’Irpinia orientale in provincia di Avellino. Collabora con diverse testate locali e nazionali come «il manifesto», «Il Mattino» di Napoli, «Ottopagine», «Corriere del Mezzogiorno»”, ed è animatore del blog Comunità Provvisoria. Paesologo, Arminio racconta i piccoli paesi d’Italia, e ha realizzato anche vari documentari. Nel 2009, con Vento forte tra Lacedonia e Candela. Esercizi di paesologia (Laterza) ha vinto il Premio Stephen Dedalus per la sezione “Altre scritture”. Nel luglio 2011, con Cartoline dai morti (Nottetempo) ha vinto per la seconda volta il Premio Stephen Dedalus per la sezione “Altre scritture”. Con Terracarne edito da Mondadori nel 2011, ha vinto il premio Carlo Levi e il premio Volponi. Altri suoi libri: Viaggio nel cratere (Sironi, 2003), Circo dell’Ipocondria (Le Lettere, 2006), Poeta con famiglia (Edizioni d’If, 2009), Nevica e ho le prove. Cronache dal paese della cicuta (Laterza, 2009), Oratorio bizantino (Ediesse, 2011, prefazione di Franco Cassano), Geografia commossa dell’Italia interna (Bruno Mondadori, 2013), La punta del cuore, una raccolta di poesie dedicate alla madre (Mephite, 2013) e Nuove cartoline dai morti (Pellegrini, 2016). Grande successo ha riscosso il suo ultimo libro Cedi la strada agli alberi. Poesie d’amore e di terra, Chiarelettere, 2017.
Palazzo Marinoni Barca
Enrico Menduni (Firenze, 1948), saggista e giornalista professionista, fra i maggiori esperti italiani di cinema, televisione e media, insegna Storia e Critica della Fotografia, Televisione e Radio, Media digitali all’Università Roma Tre. È stato consigliere di amministrazione della RAI dal 1986 al 1993. Ha tenuto lezioni e conferenze in università europee, americane e australiane. Ha scritto numerosi volumi saggi di media, comunicazione, cultura, storia sociale e costume, fra i quali si ricordano L’Autostrada del Sole (il Mulino, 1999), Il mondo della radio. Dal transistor a Internet (il Mulino, 2001, 2012), Televisione e società italiana, 1975-2000 (Bompiani, 2002), I linguaggi della radio e della televisione (il Mulino, 2002), La fotografia (il Mulino, 2008), Fine delle trasmissioni? Da Pippo Baudo a YouTube (il Mulino, 2008), Televisioni (il Mulino, 2009), Social network. Facebook, Twitter, YouTube e gli altri: relazioni sociali, estetica, emozioni (Mondadori, 2009), Entertainment. Spettacoli, centri commerciali, talk show, parchi a tema, social network (il Mulino, 2013), Televisione e radio nel XXI secolo (Laterza, 2016) e Andare per stazioni e treni (il Mulino, 2016). Scrive per la radio e la televisione e collabora a documentari e film.
Palazzo Muratori
Gian Piero Piretto (Torino, 1952) è docente di Cultura russa e Metodologia della cultura visuale presso l’Università statale di Milano. Ha pubblicato numerosi saggi – densissimi di apparati iconografici e musicali – di storia della cultura sovietica, poetica della città, estetica del quotidiano, mitologia e iconologia del totalitarismo, fra i quali Derelitti, bohemiens e malaffari. Il mito povero di Pietroburgo (Lubrina, 1989), 1961. Il Sessantotto a Mosca (Moretti & Vitali, 1998), Il radioso avvenire. Mitologie culturali sovietiche (Einaudi, 2001), Gli occhi di Stalin. La cultura visuale sovietica nell’era staliniana (Raffaello Cortina, 2010), La vita privata degli oggetti sovietici. 25 storie da un altro mondo (Sironi, 2012), la curatela Memorie di pietra. I monumenti delle dittature (Raffaelo Cortina, 2014) e Indirizzo: Unione Sovietica (Sironi, 2015).
Cineteatro don Bosco
Marco Olmo (Alba, 1948) è un ultramaratoneta italiano. Dopo aver fatto il boscaiolo, il camionista e l’operaio, a quasi cinquant’anni ha iniziato ad affrontare competizioni estreme, come la Marathon des Sables, 230 km in autosufficienza alimentare nel deserto marocchino, il Tible Raid in Martinica o la Badwater Ultramarathon nel deserto della Valle della Morte, in California. A quasi sessant’anni ha trionfato in competizioni come l’Ultra Trail del Monte Bianco, 160 chilometri di alta montagna da coprire in venti ore senza sosta. La sua straordinaria esperienza e la sua filosofia di vita vengono raccontate nel film documentario Il Corridore – The Runner (diretto da Paolo Casalis e Stefano Scarafia, 2009), e nei volumi Correre è un po’ come volare. Conversazioni con Marco Olmo (a cura di Franco Faggiani, 2009), Il corridore – Storia di una vita riscattata dallo sport (con Gaia De Pascale, Ponte alle Grazie, 2012) e Il miglior tempo. Esercizio, alimentazione e stile di vita per essere sani e attivi a tutte le età (con Andrea Ligabue, Mondadori, 2016).
Sala consiliare
Marino Niola (Napoli, 1943), antropologo, giornalista e divulgatore scientifico, insegna Antropologia dei simboli, Antropologia delle arti e della performance, Miti e riti della gastronomia contemporanea all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, dove coordina il master in Comunicazione multimediale dell’enogastronomia e dove dirige il laboratorio MedEatResearch. Collabora con RadioRai, con Repubblica e il Venerdì di Repubblica, per cui cura una rubrica, Miti d’oggi. Nelle sue ricerche ha indagato il rapporto tra tradizione e mutamento culturale nelle società contemporanee, la persistenza del mito, le forme simboliche e le nuove mitologie della civiltà tecnologica. Fra i suoi numerosi volumi, Sui palchi delle stelle. La città il sacro la scena (Meltemi, 1995), Totem e Ragù. Divagazioni napoletane (Pironti, 2003), I santi patroni (il Mulino, 2007), Si fa presto a dire cotto. Un antropologo in cucina (Il Mulino, 2009), Miti d’oggi (Bompiani, 2012), Hashtag. Cronache da un paese connesso (Bmpiani 2014), Homo Dieteticus. Viaggio nelle tribù alimentari (Il Mulino, 2015), Il presente in poche parole (Bompiani, 2016) e Andare per i luoghi della Dieta Mediterranea (con Elisabetta Moro, il Mulino 2017).
Auditorium comunale
Paolo Rumiz è scrittore e giornalista triestino, inviato speciale del «Piccolo» di Trieste ed editorialista del quotidiano «la Repubblica».
Esperto del tema delle Heimat e delle identità in Italia e in Europa, nel 1986 ha seguito gli eventi dell’area balcanico-danubiana e, durante la dissoluzione della Jugoslavia, ha seguito in prima linea il conflitto in Croazia e in Bosnia Erzegovina. Nel 2001, prima da Islamabad e poi da Kabul, ha seguito l’attacco statunitense all’Afghanistan.
Nel 1993 ha vinto il premio Hemingway per i suoi servizi dalla Bosnia e nel 1994 il premio Max David come migliore inviato italiano dell’anno. Molti suoi reportage narrano i viaggi compiuti, sia per lavoro sia per diletto, attraverso l’Italia e l’Europa.
Tra i suoi libri ricordiamo Danubio. Storie di una nuova Europa (1990), Vento di terra (1994), Maschere per un massacro (1996), La linea dei mirtilli (1993), La secessione leggera (2001), È Oriente (2003), Gerusalemme perduta (2005), La leggenda dei monti naviganti (2007), Annibale. Un viaggio (2008), L’italia in seconda classe, con i disegni di Altan e una Premessa del misterioso 740 (2009), La cotogna di Istanbul (2010), Il bene ostinato (2011), A piedi (2012), Trans Europa Express (2012), Morimondo (2013), Maledetta Cina (2012) e Il cappottone di Antonio Pitacco (2012). Del 2014 è Come cavalli che dormono in piedi; del 2015 Il ciclope e del 2016 Appia e Dal libro dell’esodo (con Cécile Kyenge). Quasi tutti i suoi libri sono pubblicati in Italia da Feltrinelli.
Da qualche anno compie un viaggio estivo, in agosto, raccontandolo di giorno in giorno su «la Repubblica». Da molti suoi viaggi sono stati realizzati film e documentari.
Hotel Piemontese
Ferdinando Fasce (Genova, 1952), già professore ordinario di Storia Contemporanea all’Università di Genova, si occupa di storia del lavoro, delle migrazioni, della cultura d’impresa e della pubblicità e delle PR negli Stati Uniti e in Italia nel Novecento. Ha vinto l’Organization of American Historians Foreign-Language Book Prize per il miglior libro di storia americana in lingua straniera, e ha tenuto numerose conferenze negli Stati Uniti. È autore fra l’altro di Una famiglia a stelle e strisce (il Mulino, 1993, apparso in inglese per Ohio State University Press nel 2002); Da George Washington a Bill Clinton (Carocci, 2000), La democrazia degli affari. Comunicazione aziendale e discorso pubblico negli Stati Uniti, 1900-1940 (Carocci, 2000); I presidenti Usa. Due secoli di storia (Carocci, 2008); Dal petrolio all’energia (con P. Rugafiori, Laterza, 2008); Le anime del commercio. Pubblicità e consumi nel secolo americano (Carocci, 2012) e con Elisabetta Bini e Bianca Gaudenzi, Comprare per credere. La pubblicità in Italia dalla Belle Époque a oggi (Carocci, 2016).
Hotel Piemontese
Paolo Mottana è professore ordinario di filosofia dell’educazione all’Università di Milano Bicocca, dove dirige un master su “Culture simboliche per le professioni dell’arte, dell’educazione e della cura”, ha fondato il Gruppo di ricerca immaginale e presiede l’Associazione Istituto di Ricerche Immaginali e Simboliche (IRIS). Da anni si occupa dei rapporti tra immaginario, filosofia ed educazione, e promuove una pratica “controeducativa” in conflitto con il disciplinamento diffuso dalle agenzie di formazione istituzionali. Tra le sue pubblicazioni: Miti d’oggi nell’educazione (Angeli 2000); L’opera dello sguardo (Moretti e Vitali, 2002); Antipedagogie del piacere. Sade e Fourier e altri erotismi (Angeli, 2008); L’arte che non muore. L’immaginale contemporaneo (Mimesis, 2010); Eros, Dioniso e altri bambini. Scorribande pedagogiche (Angeli, 2010); Piccolo manuale di controeducazione (Mimesis, 2012); Caro insegnante (Angeli, 2013); Spacco tutto. Violenza e educazione (a cura di, Mimesis, 2013); Cattivi maestri. La controeducazione di René Schérer, Raoul Vaneigem, Hakim Bey (Castelvecchi, Roma, 2014); La gaia educazione (Mimesis, 2015), L’ipergesto. Disseminare utopia (Asterios, 2017), Educazione diffusa. Per salvare il mondo e i bambini (con Luigi Gallo, Dissensi, 2017) e, con Giuseppe Campagnoli, La città educante. Manifesto della educazione diffusa. Come oltrepassare la scuola (Asterios, 2017).
Auditorium Il Filandone
Alessandra Sarchi è nata a Brescello (Reggio Emilia) e vive a Bologna. Ha studiato storia e critica d’arte alla Scuola Normale di Pisa e ha conseguito, nella stessa materia, un dottorato di ricerca a Ca’ Foscari, Venezia. Ha vissuto e lavorato in Francia e negli Stati Uniti. A Bologna è stata consulente presso il Museo Civico Medievale e la Fondazione Federico Zeri. Nel 2008 ha pubblicato la raccolta di racconti Segni sottili e clandestini, nel 2012 è uscito Violazione, il primo romanzo (Einaudi), finalista al premio Pozzale-Luigi Russo, al premio Benedetto Croce, al premio Anima, al Dedalus-Pordenonelegge e vincitore del premio Paolo Volponi Opera prima, in memoria di Stefano Tassinari. Nel 2014, sempre con Einaudi, è uscito il secondo romanzo, L’amore normale, vincitore della XIX edizione del premio internazionale “Scrivere per Amore”. Nel 2015 è uscito il libretto del reading musicale Sex & Disabled People (Papero Editore, Piacenza) scritto a quattro mani con Barbara Garlaschelli. A Febbraio 2017 è uscito il terzo romanzo: La notte ha la mia voce, sempre con Einaudi, che ha vinto il premio Opera italiana al Premio Letterario Internazionale Mondello 2017 e il premio Campiello selezione giuria dei Letterati. Ha scritto racconti pubblicati in diverse riviste e antologie collettive, fra cui Nell’occhio di chi guarda. Scrittori e registi di fronte all’immagine, a cura di C. Bertoni, M. Fusillo, G. Simonetti (Donzelli 2014); Watt 3,14 a cura di L. Luccone (Oblique 2013); Dylan Skyline. Dodici racconti per Bob Dylan, a cura di F. Tuena (Nutrimenti 2015). Traduce saggi e romanzi dall’inglese per Einaudi, Jaca Book, Skirà. Ha scritto sulle pagine di «Alias» (supplemento culturale «il manifesto») e di «Pagina99». Collabora con «La lettura» del «Corriere della Sera» e con «L’Espresso», con i blog «Doppiozero», «Le parole e le cose. Letteratura e realtà».
Foto: © l’Estroverso
Sala consiliare
Nadia Terranova è nata a Messina, è laureata in filosofia, dottorata in storia moderna e vive a Roma. Collabora con diverse testate tra cui «IL – Idee e Lifestyle del Sole 24 ore», «Internazionale» e «il Foglio». È docente alla Scuola del libro di Roma. Ha pubblicato libri per ragazzi tra cui Bruno il bambino che imparò a volare (Orecchio acerbo, 2012, illustrazioni di Ofra Amit, premio Napoli, premio Laura Orvieto), dedicato alla vita dello scrittore ebreo polacco Bruno Schulz, e Le nuvole per terra (Einaudi Ragazzi, 2015), un racconto di formazione sentimentale per preadolescenti e genitori. Ha esordito nel romanzo nel 2015 con Gli anni al contrario, storia d’amore di due ragazzi tra il 1977 e il 1989, che ha vinto i premi Bagutta Opera Prima, Brancati, Fiesole, Grotte della Gurfa, definito da Roberto Saviano “Un racconto senza fondo, che stringe la schizofrenica storia italiana al pulsare dei sentimenti. Un racconto che mi ha legato a sé”.
Collabora con diverse riviste. È tradotta in Francia, Spagna, Messico, Polonia e Lituania.
Foto: © Daniela Zedda
Cineteatro don Bosco
Manolo, alias Maurizio Zanolla, nasce a Feltre in provincia di Belluno. È arrampicatore e alpinista, pioniere del free climbing e del free solo in Italia. Inizia ad arrampicare a diciassette anni e da allora non si è più fermato. Sale gradi di difficoltà e raggiunge diversi traguardi nell’arrampicata in falesia, come quello de ‘Il Mattino dei Maghi’ nel 1981 in Totoga e l’‘Ultimo Movimento’ nel 1986, con il quale si aggiudica il primato nel livello 8b in Italia. Ha scritto diverse guide di alpinismo, fra cui quella edita da Feltrinelli nel 1983, Nelle Pale di San Martino. Scalate scelte: Canali-Fradusta, Tognazza, Totoga. Quest’anno esce per Fabbri editore Eravamo immortali, una autobiografia in cui si racconta senza nascondere i propri errori, in montagna come nella vita. Su di lui è stato realizzato il cortometraggio di Davide Carrari, Verticalmente Démodé, vincitore della Genziana d’oro al TrentoFilmFestival 2012 e del Premio CAI, il quale ne conserva una copia nella cineteca dell’associazione. Non ha mai voluto partecipare alle competizioni e nemmeno fare comparse in televisione fino al 2011, quando ha accettato di essere intervistato da Daria Bignardi alle Invasioni Barbariche.
Palazzo Muratori
Furio Colombo nasce a Châtillon, un pesino della Valle d’Aosta, da una famiglia di origini ebraiche. Giovanissimo collabora alla RAI nella creazione di programmi televisivi, documentari e reportage. Diventa corrispondente dagli Stati Uniti per La Stampa e per la Repubblica, ma scrive anche per il New York Times e il New York Reviews of Books. Negli anni Settanta realizza la famosa ultima intervista a Pier Paolo Pasolini poche ore prima dell’attentato. Ha diretto per tre anni l’Istituto Italiano di Cultura di New York, è stato presidente del consiglio di amministrazione del gruppo FIAT negli Stati Uniti. Dal 2001 al 2005 è direttore de l’Unità. Autore di acute analisi delle trasformazioni della società statunitense, tra cui L’America di Kennedy del 1964, I prossimi americani del 1976, America e libertà del 2005, ha dedicato particolare attenzione anche agli sviluppi del mondo contemporaneo, Il destino del libro e altri destini del 1990, La città profonda del 1992, Confucio e il computer. Memoria accidentale del futuro del 1995. Sulla situazione politica italiana: Il libro nero della democrazia del 2002, Ci sarà un’Italia del 2006, libro-dialogo con Romano Prodi. Ha scritto anche libri di narrativa, tra cui Le donne matte e Agenti segreti, e il manuale di giornalismo internazionale Ultime notizie sul giornalismo del 2005. È stato deputato e senatore italiano. Oggi cura la rubrica a domanda rispondo de Il Fatto Quotidiano, dove affronta i temi politici proposti dai lettori, e da questa rubrica è nato il suo ultimo libro, Clandestino, la caccia è aperta, La Nave di Teseo, 2018.
Auditorium S. Bernardino
Licia Troisi nasce a Roma, si laurea in astrofisica con una tesi sulle galassie nane ed è autrice di romanzi fantasy. La sua prima saga, Cronache del mondo emerso, la scrive mentre è ancora all’università, ed esce per Mondadori nel 2004. Questa prima pubblicazione le conferisce un grande successo. Continua con Le guerre del Mondo Emerso e Le leggende del Mondo Emerso, il cui ultimo libro è uscito nel 2010, tutte edite da Mondadori. Altre raccolte: La ragazza drago, di cinque libri, I regni di Nashira e Pandora, entrambe di quattro episodi. L’ultima serie è La saga del Dominio, di cui è uscito l’ultimo volume a ottobre, Il fuoco di Acrab. Molto amata dal pubblico degli anime e dei fumetti, dal cui mondo, confessa, ha tratto la sua passione, ai tempi dell’università, e l’ispirazione per i suoi personaggi, principalmente eroine femminili, convinta che ci sia bisogno di non percepire più il genere come un limite. Con la sua prima trilogia è stata finalista al Premio Italia 2005. Conduce su Rai 5 la trasmissione culturale Terza Pagina in cui parla di arte, musica, letteratura, cinema e fumetti.
Auditorium biblioteca
Carlo Bordoni è nato a Carrara. È sociologo, scrittore e docente di Sociologia dei processi culturali all’Università di Firenze e di Estetica all’Accademia di Belle Arti di Carrara. Ha esordito come narratore con il romanzo fantascientifico L’ultima frontiera nel 1965. Ha continuato come saggista e critico letterario, collaborando anche al trimestrale Prometeo, del quale prende parte al comitato scientifico. Si impegna a commentare il mutamento in ogni settore della vita pubblica, dalla politica alla scuola, dalla cultura all’economia, guidato dall’idea che ‘tutto è sociale’. Tra i suoi libri: Stato di crisi, con Zygmunt Bauman, Einaudi 2015, La società insicura. Convivere con la paura nel mondo globalizzato (con una conversazione con Zygmunt Bauman) Aliberti 2012, L’identità perduta. Moltitudini, consumismo e crisi del lavoro, Liguori 2010. Per Solfanelli ha pubblicato La paura il mistero l’orrore dal romanzo gotico a Stephen King del 1989, La fabula bella. Una lettura sociologica dei Promessi Sposi del 1991, l’antologia di racconti Cuori di tenebra nel 1993, e Le scarpe di Heidegger nel 2010. La sua ultima pubblicazione è Fine del mondo liquido. Superare la modernità e vivere nell’interregno, Il Saggiatore, 2017. Collabora come esperto al Corriere della Sera e a Il Fatto Quotidiano, a marzo è stato ospite di Leggermente, la manifestazione lecchese dedicata ai libri a alla lettura, dove ha tenuto una lezione su Zygmunt Bauman.
Chiesa di S. Rocco
Sandro Campani è nato in un paese dell’appennino tosco-emiliano, dove vive e lavora come libero professionista nel settore della ceramica, a cui affianca il lavoro di scrittore. Esordisce nel 2005 con È dolcissimo non appartenerti piú, Playground editore, la storia di due gruppi di diverse generazioni che si intrecciano fra di loro. Per la stessa casa editrice scrive insieme a Daniele Coppi Non ti avevo nemmeno notato, per la collana High School, Storie gay dai licei americani. Nel 2010 continua con Nel paese del Magnano, Italic Pequod edizioni e nel 2013 con La terra nera, Rizzoli, un romanzo in cui mostra tutta la precarietà esistenziale moderna, una scrittura vivida e precisa. Per Einaudi ha pubblicato Il giro del miele nel 2017, con una trama che prende vita da lunga notte di confessioni, in cui affiora, fra gli altri, il tema della paternità. Forte nella sua scrittura è la narrazione dei luoghi, di piccoli paesini e nature imponenti, grazie alla quale riesce a includere aspetti dialettali.
Luigi Del Villano accompagnerà le parole di Sandro Campani con la musica del suo sax.
Luigi “Piwy” Del Villano nasce a Bologna nel 1983, ma la sua famiglia si trasferisce presto nella provincia reggiana. Nel 1998 inizia lo studio del sax in una scuola di musica di Reggio Emilia e nel 2003 diventa allievo del maestro Paride Sforza, grazie al quale affina la tecnica e il suono. Negli anni ha collaborato con diversi artisti della provincia reggiana, tra cui Luca Serio Bertolini, Wild Junkers, Ismael e Daniele Braglia. Attualmente è docente di sax presso la Grooveland Music School di Reggio Emilia.
Auditorium Cuminetti
Mariapia Veladiano è nata a Vicenza. Laureata in Filosofia e Teologia, ha insegnato Lettere per più di vent’anni e ora è preside di un Istituto comprensivo di Rovereto. Il suo primo romanzo La vita accanto, pubblicato con Einaudi nel 2012, è stato un vero e proprio caso editoriale, ha raggiunto le settantacinquemila copie vendute. Racconta la storia di una bambina irreparabilmente brutta che affronta con coraggio la sua inettitudine, dalla quale tenta di uscire andando alla ricerca delle sue passioni. Sempre con Einaudi nel 2012 ha pubblicato Il tempo è un dio breve e Ma come tu resisti, vita, una raccolta di minuscole riflessioni sui sentimenti e le azioni. Nel 2013 è uscito un piccolo giallo per ragazzi, Messaggi da lontano, con Rizzoli. Nel 2014 ha pubblicato Parole di scuola, edizioni Erickson. Liberissime riflessioni sulla scuola. Per Guanda è uscito nel 2016 Una storia quasi perfetta, e nel 2017 il suo ultimo romanzo, LEI. Con La vita accanto ha vinto il Premio Calvino 2010, ed è arrivata seconda al Premio Strega 2011. Collabora con Repubblica e con la rivista Il Regno.
Auditorium SAME
Alessandro Barbero nasce a Torino, si laurea in Lettere con una tesi in storia medievale, di cui diventa esperto e docente. Dal 2004 è professore ordinario di Storia medievale all’Università degli Studi del Piemonte Orientale. Fra i suoi saggi, la biografia: Carlo Magno. Un padre dell’Europa. Si appassiona anche della storia della sua regione: escono Storia del Piemonte del 2008 e Lepanto, La battaglia dei tre imperi del 2010, entrambi per Mondadori. Nel 1995 esce il romanzo storico Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle, gentiluomo, con il quale vince il Premio Strega dell’anno successivo. È un diario di viaggio nell’Europa ottocentesca, in cui redime il racconto di una delle battaglie più cruenti della guerra franco-prussiana. Mondadori ha pubblicato tutti gli altri romanzi: Romanzo russo, L’ultima rosa di Lautrec, Poeta del comando, gli Occhi di Venezia e Le Ateniesi. Collabora con La Stampa e con le reti televisive Rai, conducendo dal 2013 il programma documentaristico di Rai Storia a.C.d.C. – Dall’Homo Sapiens a Napoleone. È membro della redazione della rivista Storica. L’ultimo saggio pubblicato è Caporetto, Laterza 2017. Particolarmente apprezzato per le sue qualità oratorie, è stato più volte ospite al Festival della Mente di Sarzana, dove quest’anno ha parlato di reti clandestine, partigiani e Brigate Rosse.
Auditorium biblioteca
Margherita Oggero è nata e vive a Torino ed è un ex insegnante di Lettere. Ha esordito con la narrativa nel 2002, con il romanzo, edito da Mondadori, La collega tatuata, da cui è stato tratto il film Se devo essere sincera con Luciana Littizzetto e Neri Marcorè. Sono seguiti i romanzi, tutti editi da Mondadori, Una piccola bestia ferita nel 2003, che ispira gli sceneggiati della fortunata serie televisiva in onda sulla Rai Provaci ancora prof, con Veronica Pivetti; L’amica americana nel 2005; Qualcosa da tenere per se’, protagonista la professoressa investigatrice Camilla; Risveglio a Parigi e i racconti Il rosso attira lo sguardo nel 2008. Per Einaudi: Così parlò il nano da giardino nel 2006, una favola ironica e giocosa, Il compito di un gatto di strada nel 2009, secondo esperimento favolistico che ha come protagonisti un gatto e un rocchetto e Non fa niente nel 2017, romanzo di ambientazione storica che narra le vicende di una solida amicizia fra due donne apparentemente molto diverse durante la seconda guerra mondiale. I suoi ultimi romanzi sono: un giallo, scritto con penna ironica e dissacrante, Un colpo all’altezza del cuore; L’ora di pietra, ritratto del sud oppresso dalla camorra; e un romanzo rosa, La ragazza di fronte, che si aggiudica il Premio Bancarella 2016, tutti editi da Mondadori.
Sala consiliare
Marco Balzano è nato a Milano e insegna Lettere nei licei. Esordisce nel 2007 con una raccolta di poesie, Particolari in controsenso, edizioni Lieto Colle. Ha pubblicato per diverse riviste articoli su Leopardi, Belli e Pascoli. Nel 2010 pubblica il suo primo romanzo, Il figlio del figlio, edizioni Avagliano, aggiudicandosi il Premio Opera Prima all’XI edizione del Premio Letterario Corrado Alvaro. Pubblica con Sellerio, nel 2013, il romanzo Pronti a tutte le partenze. Il terzo romanzo, L’ultimo arrivato, si aggiudica il Premio Campiello, che lo porta in Francia, Olanda e Germania. È curatore della raccolta di racconti L’agenda ritrovata. Sette racconti per Paolo Borsellino, edito da Feltrinelli. Con il suo quarto romanzo, Resto qui, pubblicato con Einaudi, è finalista al Premio Strega 2018. Lo spunto per questo romanzo è preso dall’episodio che vide il villaggio rurale Curon della Val Venosta venire completamente sommerso dalle acque, nel 1950, a seguito della costruzione di una diga. Il racconto di Balzano porta la eco dei grandi narratori di montagna e della resistenza. Nel 2019 è uscito sempre per Einaudi Le parole sono importanti, un saggio appassionato che accompagna alla scoperta del significato pieno di tante parole quotidiane, troppo spesso utilizzate con superficialità.
Ascolta il podcast dell’incontro qui
Auditorium Roberto Gritti
Chiara Valerio è originaria della provincia di Latina, ha conseguito un dottorato in matematica all’Università Federico II di Napoli e adesso vive a Roma. Ha scritto per il teatro e per la radio, cura il programma Ad alta voce di Rai Radio 3. Ha collaborato alla scrittura dei soggetti Mia madre di Nanni Moretti e La tenerezza di Gianni Amelio. Lavora come editor presso Marsilio, scrive per il settimanale Robinson di Repubblica e sul mensile Amica. Nel 2014 si è aggiudicata il Premio Fiesole Narrativa Under 40 con l’Almanacco del giorno prima, edito per Einaudi lo stesso anno. Sempre per Einaudi ha pubblicato, nel 2016, Storia umana della matematica. A partire dal 2003 ha pubblicato A complicare le cose, Robin, 2003; Fermati un minuto a salutare, Robin, 2006; Ognuno sta solo, Perrone, 2007; Nessuna scuola mi consola, Nottetempo 2009; Spiaggia libera tutti, Laterza, 2010; La gioia piccola d’esser quasi salvi, Nottetempo 2009. L’ultimo suo libro è uscito quest’anno per Einaudi, Il cuore non si vede, è un romanzo sentimentale sulle cose che ci uccidono e le persone che ci tengono in vita.
Ascolta il podcast dell’incontro
Palazzo Muratori
Edgarda Ferri è nata in provincia di Mantova ma vive e lavora a Milano. Si è laureata in giurisprudenza ed è diventata giornalista professionista negli anni Sessanta, lavorando al Corriere d’Informazione, Il Corriere della Sera e La Repubblica. Nel 1963 esordisce con il romanzo Ci diedero dodici ore, vincendo il premio letterario La Parrucca, poi non pubblica più per diciassette anni, riemergendo nel 1982 con Dov’era il padre, una serie di incontri con padri di noti e pericolosi terroristi, edito per Rizzoli. Nel 1988 vince il premio Walter Tobagi. Negli anni Novanta scrive una serie di fortunate biografie: Luigi Gonzaga (1568-1591), edizioni Paoline, 1991; per Mondadori: Maria Teresa. Una donna al potere, 1994, Giovanna la Pazza. Una regina ribelle nella Spagna dell’Inquisizione, 1996, Io, Caterina. La vita di una donna, il mistero di una santa, 1997, Per amore. Il romanzo di Eloisa: la storia di un amore assoluto raccontata dopo mille anni, 1998, L’ebrea errante. Donna Grazia Nasi dalla Spagna dell’inquisizione alla Terra Promessa, 2000, Piero della Francesca. Storie e misteri del maestro della luce, 2001, La Grancontessa. Vita, avventure e misteri di Matilde di Canossa, 2002, Letizia Bonaparte. Vita, potere e tragedia della madre di Napoleone, 2003, Il sogno del principe. Vespasiano Gonzaga e l’invenzione di Sabbioneta, 2006, Rodolfo II. Un imperatore nella Praga dell’arte, della scienza e dell’alchimia, 2007, Uno dei tanti. Orlando Orlandi Posti, ucciso alle fosse ardeatine. Una storia mai raccontata, 2009, Imperatrix. Elena, Costantino e la Croce, 2011. Nel 2017 ha pubblicato con La Nave di Teseo Un gomitolo aggrovigliato è il mio cuore. Vita di Etty Hillesum, mentre è in uscita per le edizioni La Tartaruga il romanzo Diverse. Storie di donne straordinarie.
Ascolta il podcast dell’incontro
Teatro Aurora
Mario Baudino nasce in provincia di Cuneo. Negli anni di piombo scrive per La gazzetta del popolo torinese ma poi si sposta alla Stampa dove trascorre la maggior parte della sua vita professionale. Ha organizzato festival ed eventi letterari fra cui Scrittorincittà a Cuneo, Albalibri ad Alba. È stato direttore artistico del Salone del Libro di Torino nel 1989. Ha vinto il Premio Montale con la raccolta di poesie Grazie, nel 1988, del Premio Brancati con Colloqui con un vecchio nemico, nel 2000. Altri lavori poetici pubblicati sono stati l’esordio nel 1978 sull’antologia La parola innamorata, due anni dopo con Una regina tenera e stupenda, nel 2006 Aeropoema, per Guanda, La forza della disabitudine nel 2018, per Aragno. Ha vinto il premio Scalea con il romanzo Il sorriso della Druida, Sperling & Kupfer, 1998, e il Premio Cesare Pavese con Lo sguardo della farfalla edito da Bompiani nel 2016. Inoltre ha pubblicato: In volo per affari, Rizzoli 1994, Per amore o per ridere, Guanda 2018, e i saggi: Al fuoco di un altro amore, Jaca Book 1988, Il gran rifiuto, storie di autori e di libri rifiutati dagli editori, La Gaja Scienza 1991, Voci di guerra. 1940-1945. Sette storie d’amore e di coraggio, Ponte alle Grazie 2001 e il romanzo storico Il mito che uccide, Longanesi 2004. È uscito da podo per Bompiani Il violino di Mussolini, un giallonero di provincia, su un gruppo di amici bibliofili alla ricerca di un libro raro che è la chiave di un doppio mistero.
Ascolta il podcast dell’incontro
Teatro Aurora
Marcello Veneziani è nato a Bisceglie in provincia di Barletta e vive a Roma. Dopo essersi laureato in Filosofia all’Università degli Studi di Bari intraprende la carriera di giornalista, lavorando al Tempo, al Giornale d’Italia e all’età di soli ventisei anni dirige il gruppo editoriale Ciarrapico-Volpe-La Fenice. Scrive sulle maggiori testate quotidiane e periodiche italiane, ma redige anche il Giornale Radio Rai di mezzanotte e partecipa a programmi televisivi in qualità di commentatore. Dall’’85 inizia il sodalizio con Feltri, dapprima con l’Intervento, poi con Il Giornale e da ultimo con Libero. È considerato uno dei maggiori intellettuali della destra in Italia, nella XIV legislatura è stato anche membro del Consiglio di Amministrazione della Rai. È editorialista del giornale diretto da Maurizio Belpietro La Verità. La produzione saggistica è molto vasta, fra gli altri: La rivoluzione conservatrice in Italia. Genesi e sviluppo della ideologia italiana, SugarCo 1987; per i tipi di Laterza: Di padre in figlio. Elogio della tradizione, 2001, La cultura della destra, 2002, La sconfitta delle idee, 2003; per Mondadori: Rovesciare il ’68. Pensieri contromano su quarant’anni di conformismo di massa, 2008, Vivere non basta. Lettere a Seneca sulla felicità, 2011, Dio, patria e famiglia. Dopo il declino, 2012, Ritorno al sud, 2014; per Marsilio: Lettera agli italiani. Per quelli che vogliono farla finita con questo paese, 2015, Imperdonabili. Cento ritratti di maestri sconvenienti, 2017, Alla luce del mito. Guardare il mondo con altri occhi, 2017. Per la narrativa ha pubblicato: Vita natural durante. Autobiografia di Plotino, Marsilio 2001, Il segreto del viandante. Nostalgie di un contemporaneo, Mondadori 2003, La sposa invisibile, Fazi 2006 e Un’ora d’aria. Sessanta racconti minuti, Avagliano 2015. È uscito quest’anno a gennaio il volume Nostalgia degli dei. Una visione del mondo in dieci idee, per Marsilio.
Ascolta il podcast dell’incontro
Sala consiliare
Paola Capriolo è nata a Milano ed è la figlia del grande traduttore Ettore Capriolo. Ha esordito come narratrice nel 1988 con la raccolta di racconti La grande Eulalia, vincitrice del Premio Berto. Scrive sulle pagine culturali del Corriere della Sera. Ha vinto altri premi: Premio Selezione Campiello con Il nocchiero nel 1989, edito da Feltrinelli, Premio Grinzane Cavour con Il doppio regno, Bompiani 1992, e il Premio letterario Basilicata con Una luce nerissima, Mondadori 2005. Scrittrice prolifica e tradotta in molti paesi al mondo, ha pubblicato per le edizioni di Bompiani i romanzi Vissi d’amore, 1992, La spettatrice, 1995, Un uomo di carattere, 1996, Una di loro, 2001, Il pianista muto, 2009, Caino, 2012, Avventure di un gatto viaggiatore: dai Grigioni alla Grecia, 2017; per Mondadori: Qualcosa nella notte, 2003; per EL edizioni: Maria Callas, 2007, Indira Gandhi, 2009, NO! Il rifiuto che sconfisse il razzismo, 2010, Io come te, 2011, Partigiano Rita, 2016. Nel 2017 ha pubblicato con Einaudi Ragazzi il volume Rita Levi Montalcini: una vita per la conoscenza. Traduce classici della letteratura tedesca, da Goethe a Kafka, da Kleist a Thomas Mann. Nel 2019 è uscito per Bompiani Marie e il signor Mahler, un romanzo capace di raccontare con leggerezza e al contempo con profondità la vita del celebre musicista austriaco.
Ascolta il podcast dell’incontro
Auditorium biblioteca
Mauro Covacich è nato a Trieste. Lì studia Filosofia e poi si trasferisce a Pordenone in occasione del servizio civile, che svolge in un istituto di salute mentale, il quale gli darà l’ispirazione per il primo romanzo Storia di pazzi e di normali, Theoria, 1993. A Pordenone insegna nei licei, in parallelo alla sua attività di narratore, finchè, nel 1999, l’università di Vienna non gli conferisce l’Abraham Woursell Prize, una borsa di studio triennale che gli consente di abbandonare l’insegnamento per dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. Da diversi suoi lavori è stato ricavato uno spettacolo teatrale: Anomalie, Mondadori 1998, e Fiona, Einaudi 2005, vengono messi in scena al Rossetti di Trieste; A nome tuo, Einaudi 2011, è andato in scena al Teatro PimOff di Milano e Valeria Golino ne ha tratto un film intitolato Miele, arrivato al Festival di Cannes. Dal 1998 collabora con Il Corriere della Sera e altre testate. Nel 2015 entra nella cinquina finalista del Premio Strega, con la raccolta di racconti La Sposa, edita da Bompiani. Nel 2017 La città interiore, Nave di Teseo, è finalista al Premio Campiello. Ha inoltre pubblicato: Colpo di Lama, Neri Pozza 1995, Mal d’autobus, Tropea 1997, La poetica dell’Unabomber, Theoria 1999; per Mondadori: L’amore contro, 2001, A perdifiato, 2003, il primo del cosiddetto “ciclo delle stelle”; per Einaudi: Prima di sparire, 2008, storia autobiografica sulla separazione dalla moglie e terzo romanzo del “ciclo delle stelle”, L’esperimento, 2013; per Laterza l’urban fiction Tieste sottosopra. Quindici passeggiate nella città del vento, 2006, e L’arte contemporanea spiegata a tuo marito, 2011. L’ultimo romanzo è uscito quest’anno per La Nave di Teseo, Di chi è questo cuore, e parla di sentimenti e di corpi umani fragili.
Ascolta il podcast dell’incontro
Auditorium Cuminetti
Maurizio Maggiani è nato in provincia di La Spezia, in una famiglia di modeste condizioni, ha svolto diverse professioni prima di approdare al mondo della letteratura. Nel 1987 ha vinto il Premio Inedito – L’Espresso con il racconto Prontuario per la donna senza cuore. Con Il coraggio del pettirosso, 1995, edito da Feltrinelli, come del resto l’intera sua produzione, ha vinto il Premio Viareggio e il Premio Campiello. Con La regina disadorna, 1998, ha vinto il Premio Alassio e il Premio Stresa. Nel 2005 ha vinto, con Il viaggiatore notturno, il Premio Strega. Collabora con le testate giornalistiche La Stampa, Il Secolo XIX, Il Fatto del Lunedì e pubblica dei podcast dal titolo “Il viaggiatore zoppo” per Feltrinelli. Ha messo in scena uno spettacolo con Gian Piero Alloisio, da cui è uscito un CD, La storia della meraviglia. Nel 2010 ha deciso di rendere pubblico il suo archivio personale di racconti di quando era un esordiente e di alcuni inediti. Altre sue pubblicazioni: Vi ho già tutti sognato una volta, 1990, Felice alla guerra, 1992, E’ stata una vertigine, 2002, Meccanica celeste, 2010, Il romanzo della nazione, 2015, La zecca e la rosa. Vivario di un naturalista domestico, 2016, L’amore, 2018, Mi son perso a Genova, 2007 e I figli della Repubblica, 2014.
Ascolta il podcast dell’incontro
Auditorium biblioteca
Lucrezia Lerro è nata in provincia di Salerno e vive a Milano. Si è laureata in Scienze dell’Educazione e in Psicologia. Le sue poesie sono state pubblicate sulle riviste Poesia, Palomar, Nuovi Argomenti. Il primo romanzo Certi giorni sono felice, del 2005, viene selezionato tra i finalisti del Premio Strega. Con Il rimedio perfetto, Bompiani 2007, arriva seconda al Premio Rapallo; con La più bella del mondo, Bompiani 2008, vince il Premio Fondazione Carical Grinzane Cavour. Ha pubblicato i romanzi: La bambina che disegnava cuori, Bompiani 2010, Sul fondo del mare c’è una vita leggera, Bompiani 2012, La confraternita delle puttane, Mondadori 2013, Il sangue matto, Mondadori 2015, e Il contagio dell’amore, San Paolo 2016. Presso La nave di Teseo è uscito nel 2017 La giravolta delle libellule e, nel 2018, L’estate delle ragazze. È autrice inoltre delle raccolte di poesie L’amore dei nuotatori, Pequod 2010, con il quale vince il Premio Poesia Mauro Maconi e Il corollario della felicità, Stampa2009 editore, del 2014, finalista al Premio Fogazzaro. Per i tipi della Nave di Teseo è appena uscito il romanzo Più lontano di così, libro ricco di colpi di scena sui segreti di una famiglia e un amore pericoloso, che si rifà a una storia vera di cronaca nera sull’uccisione da parte di una donna di un caporale in piazza dell’Indipendenza a Roma, il 4 dicembre 1951.
Palazzo Marinoni Barca
Marco Missiroli è nato a Rimini, dove consegue il diploma scientifico per poi traferirsi a Bologna, dove studia Scienze della Comunicazione, laureandosi con una tesi che parla dell’industria libraria. Esordisce con il romanzo Senza coda, Fanucci 2005, col quale vince il Premio Campiello Opera Prima: è un libro sull’infanzia e il confronto con l’ingiustizia del mondo adulto. Con il terzo romanzo, Bianco, Guanda 2009, vince il Premio Comisso e il Premio Tondelli; con Il senso dell’elefante, Guanda 2012, vince il Premio Selezione Campiello e il Premio Bergamo; con Atti osceni in luogo privato, Feltrinelli 2015, vince il Premio Super Mondello; con Fedeltà, Einaudi 2019, vince il Premio Strega Giovani ed entra nella cinquina finalista degli adulti. Un romanzo che ruota attorno al tradimento e al fatto che esso abbia a che fare molto di più con i personaggi coinvolti, che non con le loro storie d’amore. Attualmente vive a Milano e scrive, tra l’altro, per le pagine culturali del Corriere della Sera. Ha pubblicato anche il romanzo Il buio addosso, Guanda 2007, e i racconti Scusate tutti, Guanda 2014.
Ascolta il podcast dell’incontro
Auditorium S. Bernardino
Massimo Onofri è nato a Viterbo. Si laurea in Filosofia morale all’università La Sapienza di Roma e consegue un dottorato in italianistica. Di mestiere fa il critico letterario e insegna letteratura italiana contemporanea all’Università di Sassari. Scrive di autori come Pirandello, Sciascia, Mario Soldati, Lalla Romano, Gianni Celati, collabora con L’Indice dei libri del mese, l’Avvenire, La Stampa. È membro del comitato editoriale della casa editrice Gaffi, nota per aver pubblicato opere in copyleft, ed è consulente editoriale per altre case editrici. Il suo volume La ragione in contumacia. La critica militante ai tempi del fondamentalismo, Donzelli 2007, ha vinto il Premio Brancati nel 2008. Vince inoltre il premio Fondazione De Sanctis con il libro L’epopea infranta. Retorica e antiretorica per Garibaldi, Medusa 2011. Ha pubblicato inoltre: Storia di Sciascia, Laterza 1994, La modernità infelice. Saggi sulla leteratura siciliana del Novecento, Avagliano 2003, Recensire. Istruzioni per l’uso, Donzelli 2008, Il suicidio del socialismo. Inchiesta su Pellizza da Volpedo, Donzelli 2009, Il secolo plurale. Profilo di storia letteraria novecentesca, Avagliano 2010, Passaggio in Sardegna, Giunti 2015, Passaggio in Sicilia, Giunti 2016, Fughe e rincorse. Ancora sul Novecento, Inschibboleth 2019. Presso La nave di Teseo è uscito Benedetti Toscani. Pensieri in fumo, nel 2017 e di quest’anno è Isolitudini. Atlante letterario delle isole e dei mari.
Ascolta il podcast dell’incontro
Centro Civico
Chiara Rapaccini è nata a Firenze. Designer, pittrice, scrittrice e illustratrice per ragazzi, ha una formazione pedagogista. Dopo gli studi si trasferisce a Roma e incontra Mario Monicelli, quarant’anni più grande, con il quale intesserà una relazione lunga trent’anni. Ha pubblicato oltre venti libri con le più note case editrici italiane di letteratura per ragazzi, nei quali affronta temi che in Italia sono ancora dei tabù, come la sessualità, il divorzio, la diversità. Negli anni Novanta scrive sul Corriere della Sera, Repubblica, realizza sigle televisivi e cartoni animati, nel ’97 prende la cattedra di illustrazione allo IED di Roma. Ha girato insieme al marito il docufilm Dietro al Colosseo… c’è Monti nel 2008. Il suo primo libro per adulti è del 2010, Lovstori, amori sfigati, Magazzini Salani. Nel 2011 scrive il primo romanzo edito per Sonzogno, La bambina buona. Grazie al successo delle sue vignette satiriche pubblicate sulla pagina Facebook Amori sfigati, esce un libro omonimo edito da Franco Cosimo Panini. Ha vinto il premio Andrea Pazienza come migliore autrice web. Ha inoltre scritto i romanzi: Baires, Fazi 2016, sull’elaborazione del lutto del marito e quest’anno, per le edizioni della Nave di Teseo, ROSSA. Altre pubblicazioni per ragazzi: Debbora in Lov, Piemme 2003, La musica del diavolo, Walt Disney 2000, La vendetta di Debbora con due b, Piemme 1996, Merendine, Giunti 1994, I vestiti impossibili, Emme 1991.
Ascolta il podcast dell’incontro
Auditorium Borso S. Lino
Mariolina Venezia è nata a Matera e, dopo un lungo soggiorno in Francia, si è stabilita a Roma, dove lavora per il teatro, il cinema e la televisione. Nel 2006 esce per Einaudi Mille anni che sto qui, saga familiare ambientata in un paesino della Basilicata, che narra le vicende di cinque generazioni, dall’Unità d’Italia fino alla caduta del muro di Berlino, con il quale vince il Premio Campiello. Ha pubblicato, sempre per Einaudi: Altri Miracoli, 2008, Come piante tra i sassi, 2009, un giallo ambientato nuovamente in Basilicata, Da dove viene il vento, 2011, Maltempo, 2013, con la stessa protagonista Imma, pubblico ministero, del precedente giallo. Per Nottetempo ha pubblicato Rivelazione all’Esquilino, 2011, per Bompiani La volpe meccanica, 2014, e quest’anno, ancora con Einaudi, Rione Serra Venerdì. Ha scritto le sceneggiature Stiamo bene insieme, regia di Elisabetta Lodoli e Vittorio Sindoni e Sara May, regia di Marianna Sciveres, ha lavorato alle sceneggiature delle serie televisive Don Matteo, La squadra. Dai gialli di Imma Tataranni è in produzione una serie televisiva per Rai Uno e nel 2019 è uscito un altro romanzo, per Einaudi, sul personaggio di Imma: Via del riscatto.
Ascolta il podcast dell’incontro
Sala Consiliare
Letizia Muratori è nata a Roma. Nel 1995 si laurea in Storia del teatro e inizia una carriera come giornalista di cinema. Ha esordito come scrittrice nel 2004 con il racconto erotico Saro e Sara, pubblicato per Einaudi nell’antologia Ragazze che dovresti conoscere, dove hanno scritto firme già conosciute insieme a autori esordienti. Ha pubblicato i romanzi: Tu non c’entri, Einaudi, 2005, La vita in comune, Einaudi, 2007 e La casa madre, composto da due racconti lunghi che hanno come tema principale l’infanzia: il primo dà il nome al libro e riflette sul successo commerciale dei Cabbage Patch Kids, che spopolarono negli anni 1980, mentre il secondo è intitolato Il segreto, che vengono pubblicati per Adelphi nel 2008. Continua con Adelphi con Il giorno dell’indipendenza, 2009, grazie al quale vince il Premio Roma, poi con Sole senza nessuno, 2010, un romanzo sul mondo della moda, Come se niente fosse, 2012, e infine Animali domestici del 2015. Ha scritto anche una raccolta di poesie Luce intermedia, pubblicata per Fermenti nel 1999. Del 2018 è la raccolta di racconti Spifferi, pubblicata per la Nave di Teseo: sono storie di stranieri in Italia, osservati da angolazioni spiazzanti, fra il rischio di sparire, di non essere riconosciuti e venire respinti. Per lo stesso editore esce nel 2019 Carissimi, romanzo denso e originale, nel quale si avvicendano tematiche di grande attualità e personaggi d’altri tempi.
Castello Colleoni
Maurizio Crosetti è nato a Torino. Si è iscritto all’ordine dei giornalisti nel 1985 e da allora ha sempre scritto come cronista, soprattutto di sport e di ciclismo, che è la sua passione. Collabora con Repubblica e sul suo sito web tiene un blog intitolato Rimbalzi. Ha scritto i libri di sport: La Juve sulla luna. Una storia in bianconero, Limina 1998, I padroni del pallone: da Galliani a Cragnotti, tredici ritratti sulla crisi del calcio, Baldini Castoldi Dalai 2002, Semplicemente sindaco, Cairo 2006, Fuori di pallone, GruppoAbele 2008, Armstrong. Il ritorno del sopravvissuto, Baldini Castoldi 2009, Campionissimi. Un giorno nella vita di trenta grandi ciclisti, Baldini Castoldi 2010. Ha scritto una raccolta di favole per bambini, I sogni di Friz, GruppoAbele 2008. È uscito quest’anno con Einaudi il romanzo Il suo nome è Fausto Coppi, che, a cento anni dalla sua nascita, ripercorre le vicende di colui che, fra i grandi ciclisti italiani, ha avuto una vita più simile a un romanzo.
Biblioteca Comunale
Sergio Staino è nato a Piancastagnaio in provincia di Siena. Disegnatore, fumettista, regista, è uno dei più noti interpreti della satira politica in Italia. Dopo una laurea in Architettura, insegna in provincia di Firenze. Del ’79 sono i suoi primi lavori di vignettista, con protagonista il mitico Bobo, personaggio ricorrente che dichiarerà essere ispirato a sé stesso. Negli anni ’80 collabora come fumettista con Il Messaggero e l’Unità, ma fonda anche un giornale satirico da lui diretto, a cui partecipano Michele Serra, Francesco Tullio Altan, ElleKappa. Negli anni ’90 si fa conoscere in televisione, dove collabora con Claudio Bisio. In questo periodo si sperimenta anche come regista e sceneggiatore, dirigendo due film: Cavalli si nasce (1989) e Non chiamarmi Omar (1992). Nel 2007 realizza Emme,”periodico di filosofia da ridere e politica da piangere”, in edicola ogni lunedì come supplemento a l’Unità, di cui diventa direttore a partire dal 2016 fino a quando la testata non chiuderà, l’anno dopo. Inizia la collaborazione con La Stampa, con “La striscia di Bobo”, una testata che non pubblicava vignette satiriche da dodici anni. Dalla collaborazione con l’Avvenire, dal 2018, nasce la serie “Hello Jesus”, che darà vita al suo ultimo libro omonimo edito per Giunti nel 2019, con al centro un Gesù moderno, un po’ inquieto e un po’ naif. Altre sue pubblicazioni famose: Bobo, Milano libri 1982, Stainoterapia dell’amore, Salani 2011, Gli angeli del cortile, Einaudi 2003, Amori, editori del Grifo 1996, Racconto di Natale, Einaudi 2002, Il romanzo di Bobo, Feltrinelli 2001, La guerra di Peter, Coconino press 2004, Il mistero BonBon, Feltrinelli 2006.
Auditorium Il Filandone
Bruno Gambarotta è uno scrittore astigiano che vive da sempre a Torino. È anche giornalista, conduttore televisivo e radiofonico, autore di programmi e attore. Ha trascorso quasi tutta la sua vita lavorativa in Rai. Ha condotto insieme a Adriano Celentano la trasmissione Fantastico ’87, Lascia o raddoppia dopo l’uscita di Mike Bongiorno. Nel 1997 ha recitato nella fiction televisiva Un Giorno Fortunato con Fabio Fazio. In radio ha presentato, fra le altre, la trasmissione Single con Luciana Littizzetto. Con la radio collabora tutt’ora con una rubrica fissa per Torino 7. Scrive romanzi di genere giallo-ironico-parodistico, di cui il primo, La nipote scomoda, scritto a quattro mani con Massimo Felisatti, vince il Premio Gran Giallo di Cattolica nel 1977. Pubblica per Garzanti i romanzi Torino, lungodora Napoli, 1995, Tutte le scuse sono buone per morire, 1996, Polli per sempre, 2009, Le ricette di Nefertiti, 2011. Per Manni: Non si piange sul latte macchiato. Racconti in giallo, 2016, con il quale vince il premio Settembrini, Il colpo degli uomini d’oro. Il furto del secolo alle Poste di Torino, 2018. Per la casa editrice De Ferrari scrive diversi libri su Torino e la gastronomia. Nel 2006 per Morganti esce il libro parodistico Il codice Gianduiotto, uno spassoso e colto divertissement che fa il verso al Codice da Vinci di Dan Brown: i due protagonisti, che stanno fuggendo, trovano comunque il tempo di darsi alla ricerca della straordinaria ricetta per la fabbricazione del cioccolatino gianduiotto, realizzata nel rinascimento da Leonardo da Vinci. È appena uscito per i tipi di Manni il romanzo storico Ero io su quel ponte, una ricostruzione del crollo del ponte di Moncalieri all’indomani del passaggio di Mussolini nel 1939, che porta a galla, attraverso delle fittizie ricostruzioni da parte delle vittime, l’antica tragedia.
Biblioteca Comunale
Gian Battista Canova è nato a Castione della Presolana in provincia di Bergamo. Si laurea in Lettere all’Università degli Studi di Milano e diventa un critico cinematografico, scrivendo per il Corriere, la Repubblica e la Voce di Montanelli. I due autori che hanno maggiormente influenzato la sua crescita professionale sono Alessandro Manzoni e Giorgio Scerbanenco. Dagli anni ottanta a oggi ha pubblicato decine di libri fra saggi e curatele, fra cui il volume sul cinema dell’Enciclopedia Universale Garzanti e il volume 1965-1969 della Storia del cinema italiano edita dalla Scuola Nazionale di Cinema. Ha scritto diversi programmi televisivi e sit-com, per MTV, My-Tv, Sky Cinema. Oltre a dirigere il Noir in Festival, è professore ordinario di Storia del cinema e Filmologia, e dal 2018 Rettore alla IULM di Milano. Ha scritto: David Cronenberg, Il Castoro 1994, L’occhio che ride. Commedia e anti-commedia nel cinema italiano contemporaneo, Editoriale Modo 1999, L’alieno e il pipistrello. La crisi della forma nel cinema contemporaneo, Bompiani 2000, Cinemania. 10 anni 100 film, il cinema italiano del nuovo millennio, Marsilio 2010, Quo chi? Di cosa ridiamo quando ridiamo di Checco Zalone, Sagoma 2016, Divi Duci Guitti Papi Caimani. L’immaginario del potere nel cinema italiano, da Rossellini a The Young Pope, Bietti 2017 e il romanzo Palpebre, Garzanti 2010.
Ascolta l’audio dell’evento qui
Biblioteca Comunale
Loredana Lipperini è nata a Roma. Dal 1990 scrive su La repubblica, Il Giornale della Musica, l’Unità, Il secolo XIX, L’Espresso. È fra i conduttori di Fahrenheit su Radio Tre, ma in precedenza è stata fra le prime voci di Radio Radicale e per Radio Rai. Per la tv ha condotto il programma Confini su Rai 3, ha scritto programmi, strisce e sigle. Ha usato lo pseudonimo Lara Manni per uno dei suoi blog, sul quale pubblica la prima parte di una trilogia nata come Fanfiction del manga Inuyasha. Feltrinelli nel 2009 lo pubblica, salutando Esbat come un caso letterario. Due anni dopo esce, per Fazi Editore, il seguito, Sopdet-La stella della morte e, l’anno dopo, Tanit-La bambina nera. Contestualmente alle prime voci che si trattava di Loredana Lipperini, il blog ha cessato di essere aggiornato. Dal 2004 tiene un altro blog, altrettanto interessante, che si chiama Lipperatura, fatto di recensioni e articoli sul mercato librario, questioni di genere e attualità. Ha partecipato a molte giurie letterarie e comitati artistici, fra i quali il Salone del Libro di Torino. È direttrice artistica del Festival letterario Gita al Faro a Ventotene, insegna alla Scuola Holden di Torino e alla Bottega Finzioni di Bologna. Ha scritto, fra gli altri: La notte dei blogger, Einaudi 2004, Ancora dalla parte delle bambine, Feltrinelli 2007, Non è un paese per vecchie, Feltrinelli 2012, Di mamma ce n’è una, Feltrinelli 2013, L’ho uccisa perché l’amavo con Michela Murgia, Laterza 2013, il libro per ragazzi Pupa, Rrose Sélavy 2013, e nel 2016 per Bompiani L’arrivo di Saturno. In aprile è uscita per Bompiani la raccolta di racconti al limite fra il vero e il fantastico Magia nera.
Ascolta il podcast dell’incontro.
Palazzo Marinoni Barca
Benedetta Cibrario è nata a Firenze nel 1962 e vive a Londra. Nel 2007 ha esordito con il romanzo “Rossovermiglio” (Feltrinelli, premio Campiello 2008), tradotto e pubblicato in diversi paesi. Nel 2009 esce “Sotto cieli noncuranti” (Feltrinelli, premio Rapallo Carige 2010) e successivamente “Lo Scurnuso” (Feltrinelli, 2011). Con Mondadori ha pubblicato “Il rumore del mondo” (2018, finalista al Premio Strega) e “Per ogni parola perduta” (2022).
«Oxford. Sofia si è confinata in casa dopo la perdita del compagno Nicola Obreskov. Storico accademico, sul punto di concludere uno studio sui russi immigrati in Italia fra la fine dell’Ottocento e il primo ventennio del Novecento, Nicola ha diviso con Sofia anni memorabili che ora si ridestano e tornano nel silenzio del lutto con la cadenza di una rapinosa storia d’amore. L’amico Edmund forza l’isolamento: ricco collezionista, è appena riuscito ad aggiudicarsi all’asta una mongolfiera levatasi in volo a Chambéry nel 1784 e adesso ha bisogno delle mani sapienti di Sofia, restauratrice di tessuti. Lei fa resistenza ma infine accetta e si lascia convincere anche a svolgere una ricerca relativa a quel volo e al giovanissimo Xavier de Maistre – futuro autore del Viaggio intorno alla mia camera – salito sulla navicella insieme all’amico Louis Brun. Arrivata a Chambéry, Sofia stringe una singolare intesa con Pauline, che si ostina a tenere aperta la libreria antiquaria di famiglia accumulando debiti. Si incrociano destini. E in questo incrociarsi, come una sorta di maestro di cerimonie Edmund guida Sofia alla scoperta di sé, mentre Sofia guida la sua mongolfiera restaurata sopra i cieli della Storia, perché si possa vedere dove si apre la sfida all’ottusità dell’accadere, e dove si liberano nuove visioni. Il passato viene invitato, con garbata tenacia, dentro il dispiegarsi del presente. Alla generosità di Edmund – generosità non priva di una consuetudine pacificata con il dolore – risponde la gugliata magica e riparatrice di Sofia, alla giovane ostinazione di Pauline fa eco la Russia misteriosa di Nicola e di De Maistre. Benedetta Cibrario sente una volta di più il “rumore del mondo” e lo semina, con maestria, dentro il vortice in cui si affollano le parole perdute della memoria e di un racconto che “restaura” continuità, futuro».
Auditorium Roberto Gritti
Veronica Raimo è nata a Roma nel 1978. Oltre a occuparsi di giornalismo culturale per diverse testate ha scritto i romanzi “Il dolore secondo Matteo” (minimum fax, 2007), “Tutte le feste di domani” (Rizzoli, 2013), “Miden” (Mondadori, 2018), uscito in UK, Usa e Francia. Nel 2019 ha scritto il libro di poesie “Le bambinacce” con Marco Rossari (Feltrinelli). I suoi racconti sono apparsi su diverse antologie e riviste, sia in Italia che all’estero. Nel 2022 per Einaudi ha pubblicato “Niente di vero”, vincitore del Premio Strega Ragazzi e Premio Strega Off.
«Prendete lo spirito dissacrante che trasforma nevrosi, sesso e disastri famigliari in commedia, da Fleabag al Lamento di Portnoy, aggiungete l’uso spietato che Annie Ernaux fa dei ricordi: avrete la voce di una scrittrice che in Italia ancora non c’era. Veronica Raimo sabota dall’interno il romanzo di formazione. Il suo racconto procede in modo libero, seminando sassolini indimenticabili sulla strada. All’origine ci sono una madre onnipresente che riconosce come unico principio morale la propria ansia; un padre pieno di ossessioni igieniche e architettoniche che condanna i figli a fare presto i conti con la noia; un fratello genio precoce, centro di tutte le attenzioni. Circondata da questa congrega di famigliari difettosi, Veronica scopre l’impostura per inventare se stessa. Se la memoria è una sabotatrice sopraffina e la scrittura, come il ricordo, rischia di falsare allegramente la tua identità, allora il comico è una precisa scelta letteraria, il grimaldello per aprire all’indicibile. In questa storia all’apparenza intima, c’è il racconto precisissimo di certi cortocircuiti emotivi, di quell’energia paralizzante che può essere la famiglia, dell’impresa sempre incerta che è il diventare donna. Con una prosa nervosa, pungente, dall’intelligenza sempre inquieta, Veronica Raimo ci regala un monologo ustionante.»
Sala delle Carrozze
Crocifisso Dentello è nato a Desio (MB) nel 1978. Ha pubblicato “Finché dura la colpa” (2015, nuova edizione La nave di Teseo, 2020) e “La vita sconosciuta” (La nave di Teseo, 2017). Il suo ultimo romanzo è “Tuamore” (La nave di Teseo, 2022). Collabora con le pagine culturali de “Il Fatto Quotidiano”.
«Melina, che detesta essere chiamata Carmela, cresce i suoi tre figli con una dedizione assoluta, a tratti ingombrante. Conosce il sacrificio e la fatica ma reagisce sprizzando vitalità e schiettezza. È una tifosa fanatica di calcio, sa citare a memoria scene e interpreti di innumerevoli film, inventa indimenticabili scherzi telefonici. Finché la sua salute non viene compromessa da un tumore al seno, tabù impronunciabile che nelle parole del figlio maggiore diventa tuamore, trasformando un presagio di sventura in una speranza possibile. I frammenti di una vita trascorsa insieme si mescolano ai dettagli più impietosi della malattia. Emerge la figura di una donna capace di affrontare i suoi giorni a colpi di commedia. Così, sopravvivere all’assenza significa ripercorrere soprattutto le piccole felicità condivise. Per quel figlio adorato il dialogo postumo con la madre è il tentativo di indovinare la forma più adatta per esprimere tutta la sua affettuosa gratitudine e sublimare il lutto in un amore che continua.»
Sala consigliare del Municipio
Donato Carrisi è nato nel 1973 e dopo aver studiato giurisprudenza si è specializzato in criminologia e scienza del comportamento. Scrittore, regista e sceneggiatore di serie televisive e per il cinema, è una firma del Corriere della Sera. È l’autore di romanzi bestseller internazionali (tutti pubblicati da Longanesi) tra i quali “Il suggeritore”, “La donna dei fiori di carta”, “Il cacciatore del buio”. Da “La ragazza nella nebbia” è stato tratto il film con cui ha vinto un David di Donatello. Altri suoi noti titoli: “Il maestro delle ombre”, “L’uomo del labirinto” – da cui ha tratto il film omonimo, “Il gioco del suggeritore”, “La casa delle voci” e “Io sono l’abisso”. Ha vinto prestigiosi premi come il Prix Polar e il Prix Livre de Poche e il Premio Bancarella. I suoi romanzi, tradotti in più di 30 lingue, hanno venduto milioni di copie. Il suo ultimo volume è “La casa delle luci”.
«Nella grande casa spenta in cima alla collina, vive sempre sola una bambina… Si chiama Eva, ha dieci anni, e con lei ci sono soltanto una governante e una ragazza finlandese au pair, Maja Salo. Dei genitori nessuna traccia. È proprio Maja a cercare disperatamente l’aiuto di Pietro Gerber, il miglior ipnotista di Firenze, l’addormentatore di bambini. Da qualche tempo Eva non è più davvero sola. Con lei c’è un amichetto immaginario, senza nome e senza volto. E a causa di questa presenza, forse Eva è in pericolo. Ma la reputazione di Pietro Gerber è in rovina e, per certi versi, lo è lui stesso. Confuso e incerto sul proprio destino, Pietro accetta, pur con mille riserve, di confrontarsi con Eva. O meglio, con il suo amico immaginario. È in quel momento che si spalanca una porta invisibile davanti a lui. La voce del bambino perduto che parla attraverso Eva, quando lei è sotto ipnosi, non gli è sconosciuta. E, soprattutto, quella voce conosce Pietro. Conosce il suo passato, e sembra possedere una verità rimasta celata troppo a lungo su qualcosa che è avvenuto in una calda estate di quando lui era un bambino. Perché a undici anni Pietro Gerber è morto. E il misterioso fatto accaduto dopo la sua morte ancora lo tormenta. »
Sala consigliare del Municipio
Giorgio Fontana è nato a Saronno nel 1981 e vive a Milano. Con Sellerio ha pubblicato “Per legge superiore” (2011), “Morte di un uomo felice” (2014, Premio Campiello), “Un solo paradiso” (2016), “Prima di noi” (2020, Premio Mondello, Premio Salgari, Premio Bagutta e Premio Corrado Alvaro-Libero Bigiaretti). Il suo ultimo romanzo è “Il Mago di Riga” (2022).
«Questo miraggio delle partite o delle vite senza sbagli: no, Miša si teneva volentieri il fallimento. Si teneva la vulnerabilità e lo scompiglio. Tanto valeva ubriacarsi o combinare pasticci, ma rispettare sempre la dignità del singolo essere umano. Meglio giocare, giocare per la pura festa di giocare, fino a che giorno e notte non perdano di senso: giocare con la devozione e la letizia dei ragazzini che strillano e non vogliono tornare a casa a fare i compiti o lavarsi – le stupide incombenze del mondo reale». Michail «Miša» Tal’ (1936-1992), che prima di Kasparov fu il più giovane Campione del mondo della storia, sconvolse l’universo degli scacchi incarnando il gioco come arte, invenzione, complicazione. Lo chiamavano il Mago di Riga per la capacità di «evocare tutte le forze oscure che ogni posizione celava dentro di sé»: bramava il disordine e il sacrificio dei pezzi (atti che per lui racchiudevano anche un significato esistenziale), opposti ai prevalenti distillati di razionalità e pragmatismo. Il 5 maggio del 1992 disputò la sua ultima partita di torneo (sarebbe morto il mese dopo) contro un giovane Grande maestro – lui che a soli ventitré anni aveva battuto Botvinnik, il «Patriarca» della scuola sovietica, che «affermava di non giocare mai per puro piacere».
Tra una mossa e l’altra, Miša ricapitola a lampi di memoria la sua movimentata e anarchica esistenza. Cinquantacinque anni segnati dal genio precoce e da costanti malattie, ma vibranti di un gioioso, fraterno e dissipato desiderio di vivere. Le tenerezze dell’infanzia, gli anni d’oro, il declino e le rinascite; le partite che erano sempre per lui «la paziente tessitura di un altrove»; l’umorismo straripante e l’empatia verso chiunque (una sfida al bar con un avventore, una ragazza che piange dopo la partita); e naturalmente i tornei, i molti amori, le sbornie, le beffe al KGB, la costante sete di libertà. Tutto rinasce, come in punto di morte. E mentre cresce la suspense del duello in corso, nella mente del Mago di Riga fioriscono i «momenti fatali» che risvegliano in lui l’essenza, poetica e caotica, della vita. In questo romanzo Giorgio Fontana racconta l’epica di un uomo straordinario che raggiunge la vetta profondendo in ogni mossa l’amore per il rischio, lontano da qualunque cinismo, e dimostrando a un mondo incredulo che talora le storie sono più forti della realtà – che due più due, come Miša amava dire, può fare cinque.
Cineteatro S. Filippo Neri
Francesco Costa è nato a Catania nel 1984 e vive a Milano. È giornalista e vicedirettore del giornale online «il Post». Esperto di politica statunitense, ha curato il progetto «Da Costa a Costa», una newsletter e uno dei primi podcast giornalistici in Italia. È stato autore della miniserie «The American Way». Dal 2021 conduce il podcast giornaliero «Morning», una rassegna stampa che ha raccolto quattro premi agli Italian Podcast Awards. Nel 2022 ha vinto il Premiolino, uno fra i più importanti riconoscimenti giornalistici italiani. Con Mondadori ha pubblicato “Questa è l’America” (2020), “Una storia americana” (2021) e “California” (2022).
«Quando noi italiani pensiamo alla nazione che vorremmo diventare, cosa ci viene in mente? Probabilmente vorremmo avere un’economia in grande crescita e la piena occupazione: un paese in cui chiunque voglia lavorare possa farlo. Vorremmo avere le migliori università del pianeta e bellezze naturali adeguatamente valorizzate, prodotti culturali dall’influenza globale e la possibilità di definire «made in Italy» non solo un paio di scarpe ma anche un’app capace di costruire il futuro e un’idea che sappia cambiare il mondo. Insomma, vorremmo essere un po’ più come la California, che infatti da secoli è considerata un paradiso di tolleranza, prosperità e paesaggi spettacolari, la terra promessa, la più pura incarnazione del sogno americano. Eppure, in California qualcosa si è inceppato, tanto che da anni le persone che la lasciano sono più di quelle che vi arrivano, e dall’ultimo censimento la sua popolazione risulta per la prima volta diminuita. Salvo in caso di guerre e catastrofi naturali, nella nostra epoca i movimenti migratori seguono direzioni segnate dall’economia e dall’occupazione: le persone vanno via dai posti che offrono meno opportunità per raggiungere posti che ne offrono di più. Quella della California è una crisi unica al mondo, ma l’acuta analisi di Francesco Costa ci mostra che le sue ragioni non sono esclusivamente californiane: cominciamo a riscontrarle anche dalle nostre parti. Le città come unici possibili centri propulsivi della crescita economica. La qualità della vita distrutta dai prezzi delle case. Un radicalismo politico infantile. La divaricazione del mercato del lavoro fra chi possiede un’istruzione di alto livello e chi no. Le discriminazioni razziali. La catastrofe climatica. L’attivismo performativo. Le crescenti diseguaglianze fra generazioni. La crisi della California ci costringe a interrogarci sulla realtà che ci circonda e ci invita a stare attenti a ciò che desideriamo, perché potremmo ottenerlo.»
Centro Culturale “Roberto Gritti”
Passaggio Sciopero di Ranica 1909
È scrittrice e giornalista per le pagine culturali di diversi quotidiani nazionali e periodici. Nel 1987 esordisce con Navigazioni di Circe, cui seguiranno numerosi altri romanzi acclamati dalla critica, racconti, libri di viaggio e biografie che hanno trovato costante e ampio riconoscimento. Tra i suoi lavori più celebri Il catalogo dei giocattoli (1989), romanzo finalista al Premio Bergamo, e E in mezzo il fiume. A piedi nei due centri di Roma (2010), che ha ottenuto il Premio Alghero Donna.
Nel 2014, ha pubblicato Marguerite, romanzo ispirato alla Duras cui nel 2018 segue La corsara, appassionata biografia di Natalia Ginzburg, arrivata al terzo posto nella finale del Premio Strega e Premio Dessì per la narrativa. Molto amate dal pubblico anche le sue opere di saggistica (La scrittrice abita qui, Lessico femminile, Leggere gli uomini) che si caratterizzano per uno stile di grande personalità, caldo e coinvolgente, capace di appassionare lettori anche non esperti di letteratura. Nel 2022 viene ripubblicato da La Tartaruga, interamente aggiornato, Le signore della scrittura, raccolta di interviste che nel 1984 ha avviato una carriera lunga e variegata. È autrice anche di radiodrammi apprezzati come Anime perse e Dopo cena oltre che curatrice del blog sulle sue pagine personali.
Municipio Sala Consiliare
Via Giuseppe Mazzini, 69
Scrittore e poeta, docente di Letteratura italiana all’Università Statale di Milano fino al 2020, all’attività critica dedicata in particolare alla letteratura italiana di Settecento e Ottocento, ha collaborato con il Corriere della Sera, la Repubblica e Il Manifesto. La sua scrittura raffinata è capace di mescolare invenzione fantastica, dati storici, ricordi personali riuscendo a percorrere temi cari in un pastiche inconfondibile di mistero e lucidità implacabile. Mari è anche un celebre traduttore di Robert Louis Stevenson, Jack London, George Orwell, John Steinbeck, H. G. Wells.
Tra i suoi tanti libri si ricordano: Di bestia in bestia (1989), Filologia dell’anfibio (1995), Tu, sanguinosa infanzia (1997), Tutto il ferro della torre Eiffel (2002, Premio Bagutta), il volume di saggi critici I demoni e la pasta sfoglia (2004; nuova ed. aggiornata 2017), la raccolta poetica Cento poesie d’amore a Ladyhawke (2007), la raccolta di racconti Fantasmagonia (2012), Verderame (2008, Premio Grinzane Cavour), Roderick Duddle (2014), i testi autobiografici Asterusher. Autobiografia per feticci (2015), Leggenda privata (2017, premio Mondello 2018 e premio Brancati 2018), fino alla raccolta poetica Dalla cripta (2019), Le maestose rovine di Sferopoli (2021) e Le copertine di Urania del 2023, per Humboldt Books.
Auditorium “Modernissimo”
Piazza della Libertà
È scrittore, sceneggiatore, conduttore radiofonico, direttore del Salone internazionale del libro di Torino dal 2017 al 2023 oltre che direttore editoriale di Lucy | Sulla cultura, rivista multimediale che si occupa di cultura, arti e attualità nata nel 2023.
Dopo una laurea in giurisprudenza inizia la sua carriera come redattore e ghostwriter facendo il suo ingresso nel panorama letterario nel 2001 con il romanzo Tre sistemi per sbarazzarsi di Tolstoj (senza risparmiare se stessi), pubblicato da Minimum Fax, con cui ottiene il premio Lo Straniero.
Nel 2004, pubblica per Einaudi il romanzo Occidente per principianti, vincendo il Premio Scanno, il Premio Napoli e ottenendo una nomination al Premio Bergamo. Con il romanzo Riportando tutto a casa (Einaudi, 2009) conquista il SuperPremio Vittorini, il Premio Volponi e il Premio Viareggio per la narrativa.
Nel 2015 è suo il Premio Strega con La ferocia. Nel 2020, ottiene ulteriori riconoscimenti con il romanzo La città dei vivi, (Premio Internazionale Bottari Lattes Grinzane e il Premio Napoli), opera successivamente adattata in un podcast di successo. Oltre ai romanzi ha scritto numerosi racconti e saggi tra i quali Babbo Natale. Dove si racconta come la Coca-Cola ha plasmato il nostro immaginario (Fazi, Roma, 2005), Il caso Puglia. Un diverso Mezzogiorno (con Alessandro Leogrande e Mario Desiati, Edizioni dell’Asino, 2010) e Il ritratto del lettore da giovane (Colti, 2018).
Centro Culturale “Giovanni Testori”
Ex Convento, Via Convento, 10
Scrittrice e co-titolare dell’agenzia letteraria Lorem Ipsum, nel 2015 ha pubblicato La terza (e ultima) vita di Aiace Pardon, per Baldini&Castoldi e, nel 2020, Le origini del potere. La saga di Giulio II, il papa guerriero (Nord editore). Il suo lavoro più recente, Al di qua del fiume: il sogno della famiglia Crespi, (2022) si è classificato tra i finalisti del Premio per la Letteratura d’Impresa 2023.
Oltre ai romanzi ha scritto anche saggi e guide, come E così vuoi lavorare nell’editoria – i dolori di un giovane editor nel 2014, e Come pubblicare un giallo senza ammazzare l’editore nel 2016, entrambi per Editrice Bibliografica. Condivide la sua esperienza di scrittrice insegnando Scrittura editoriale nei master dell’Università Cattolica di Milano Professione editoria cartacea e digitale e Booktelling.
Museo Arte Tempo, Sala Legrenzi
Ingresso Vicolo Caio
Sociolinguista e divulgatrice, ha collaborato per 20 anni con l’Accademia della Crusca. Dopo 18 anni da contrattista in varie università, da settembre 2021 è ricercatrice presso l’Università di Firenze. La sua prima monografia è del 2016: Guida pratica all’italiano scritto (senza diventare grammarnazi); del 2017 è Social-linguistica. Italiano e italiani dei social network (entrambi per Franco Cesati Editore). Nel 2018 è stata coautrice di Tienilo acceso. Posta, commenta, condividi senza spegnere il cervello (Longanesi). Nel 2019 ha dato alle stampe Potere alle parole. Perché usarle meglio (Einaudi) e nel 2020 l’ebook per Longanesi Parole contro la paura. Istantanee dall’isolamento. Nel 2023 ha curato Parole d’altro genere. Come le scrittrici hanno cambiato il mondo (BUR), ha pubblicato Galateo della comunicazione (Cesati) e L’Antidoto 15 comportamenti che avvelenano la nostra vita in rete e come evitarli (Longanesi). Si occupa prevalentemente di comunicazione mediata tecnicamente, questioni di genere, diversità, equità e inclusione.
Sala Civica
Piazza Ferrari, 24
Nato a Roma nel 1957 e professore ordinario di letteratura francese all’Università Roma Tre, ha pubblicato sei libri di poesie (raccolti nel volume Le cavie, Einaudi 2018), il pamphlet in versi Il commissario Magrelli (Einaudi 2018), e un ciclo di quattro testi in prosa (concluso con Geologia di un padre, Einaudi 2013). Il suo ultimo libro di versi è Exfanzia (Einaudi 2022).
Traduttore di Molière, Beaumarchais, Mallarmé, Valéry, Koltès, Barthes, ha edito monografie su Joubert, Valéry, Baudelaire, oltre agli studi Profilo del dada (Laterza 2006, 2019) e La Parola braccata. Dimenticanze, anagrammi, traduzioni (il Mulino 2018). Oltre che dell’antologia di poesia italiana Millennium poetry (il Mulino 2015), è autore dei saggi-racconto Sopralluoghi (dvd, Fazi 2006), Che cos’è la poesia? (cd, Sossella 2005, Giunti 2013), Il violino di Frankenstein. Scritti per e sulla musica (dvd, Le Lettere 2010), Magica e velenosa. Roma nel racconto degli scrittori stranieri (Laterza 2010), Il Sessantotto realizzato da Mediaset (Einaudi 2011), La lingua restaurata (Manni 2014), Lo sciamano di famiglia. Omeopatia, pornografia, regia, in 77 disegni di Fellini (Laterza 2015) e Sorpuso. Istruzioni per l’uso (Einaudi 2019). I suoi libri sono tradotti in una ventina di lingue. Ha diretto la collana di poesia “La Fenice” Guanda e la serie trilingue “Scrittori tradotti da scrittori” Einaudi (Premio Nazionale per la Traduzione 1996). Nel 2002 l’Accademia Nazionale dei Lincei gli ha attribuito il Premio Feltrinelli per la poesia italiana.
Biblioteca Comunale Popolare
Via Papa Giovanni XXIII, 60
Nato a Milano il 12 dicembre 1969, ha lavorato in televisione, presso la rivista Poesia di Crocetti Editore, come attaché alla Presidenza della Camera nel 1994 – 95, a Clarence.com, in web agencies, come consulente per Mondadori, RCS e Il Saggiatore, come policy advisor nell’ambito della transizione sociale ed ecologica e ha fatto parte della giuria della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Insieme al regista Gilberto Squizzato ha scritto la fiction Suor Jo andata in onda su Rai3 nel 2005. Ha esordito nella narrativa nel 1999 con il romanzo Catrame, seguito da decine di altri titoli tra cui Nel nome di Ishmael, Dies Irae, Hitler, La vita umana sul pianeta Terra, Assalto a un tempo devastato e vile, History.
La sua ultima opera è Yara (Bompiani, 2023), romanzo ispirato da uno dei casi giudiziari italiani più clamorosi di sempre.
Auditorium “Benvenuto e Mario Cuminetti"
Viale Aldo Moro, 4
Edoardo Albinati, scrittore, è nato a Roma nel 1956. Per trent’anni ha lavorato come insegnante nel carcere di Rebibbia, esperienza raccontata nel diario Maggio selvaggio. Ha partecipato a missioni umanitarie con UNHCR e INTERSOS in Afghanistan, Ciad, Niger, Serbia, traendone reportage pubblicati da “Il Corriere della Sera”, “La Repubblica”, “The Washington Post”. Ha scritto film per Matteo Garrone e Marco Bellocchio. Tra i suoi libri Orti di guerra, 19, Tuttalpiù muoio (con Filippo Timi), Sintassi italiana, Svenimenti (Premio Viareggio 2004), Vita e morte di un ingegnere, Cuori fanatici, Desideri deviati, La tua bocca è la mia religione, Uscire dal mondo. Nel 2016 ha vinto il premio Strega col romanzo La scuola cattolica (Rizzoli). Nel 2025 uscirà per lo stesso editore il romanzo I figli dell’istante.
Centro Culturale “Roberto Gritti”
Passaggio Sciopero di Ranica 1909
Cristina Battocletti, originaria di Cividale del Friuli, è scrittrice, giornalista per la “Domenica” del “Sole 24 Ore”, critica cinematografica. Nel 2015 ha pubblicato il romanzo La mantella del diavolo, che ha vinto il premio Latisana per il Nord-Est ed è stato finalista ai premi Bergamo, Rapallo e Asti. Presso La nave di Teseo sono usciti nel 2017 Bobi Bazlen. L’ombra di Trieste, vincitore dei premi Comisso e Martoglio, nel 2021 Giorgio Strehler. Il ragazzo di Trieste, e nel 2022 la nuova edizione di Figlio di nessuno, scritto con Boris Pahor, vincitore del premio Manzoni come miglior romanzo storico nel 2012. Nel 2023 ha pubblicato Epigenetica, sempre per La Nave di Teseo, intenso romanzo dove protagonista è la scienza che studia i traumi che ci portiamo dentro a causa di quello che abbiamo vissuto noi, i nostri genitori e i nostri nonni, e il modo per superarli. Epigenetica ha vinto i premi Flaiano, Merano e Dolores Prato.
Municipio, Sala Consigliare
Via Mazzini 69
Marco Lodoli è nato a Roma nel 1956. Giornalista e scrittore, è insegnante di lettere. Ha esordito nel 1978 come poeta con Un uomo innocuo (Trevi Editore). Nel 1986 con il romanzo Diario di un millennio che fugge (Theoria), ha vinto il Premio Mondello opera prima. Del 1987 Snack Bar Budapest, con Silvia Bre, (Bompiani). Nel 1990 arriva il Premio Piero Chiara per Grande raccordo (Bompiani), nel 1992 il Grinzane Cavour. Nel 1996 il romanzo Cani e Lupi vince il Premio Palazzo al Bosco e l’anno successivo si aggiudica di nuovo il Grinzane Cavour con Il vento pubblicato con Einaudi, editore anche della raccolta di recensioni Fuori dal cinema (1999), Isole. Guida vagabonda di Roma (2005), Il rosso e il blu. Cuori ed errori nella scuola italiana (2009) trasposto nel film omonimo di Giuseppe Piccioni (2012), Nuove isole (2014).
Tra i romanzi, per Einaudi, la trilogia I principianti, comprendente I fannulloni (1990), Crampi (1992) e Grande Circo Invalido (1993); i romanzi Il vento (1996), I fiori (1999), La notte (2001), raccolti nel 2003 nella trilogia I pretendenti; i romanzi Sorella (2008), Italia (2010), Vapore (2013), Il fiume (2016), Paolina (2018), Il preside (2020) e Tanto poco (2024), finalista al prestigioso Prix Femina.
Sala Civica
Piazza Ferrari
Franco Faggiani vive a Milano e fa il giornalista. Ha lavorato come reporter nelle aree più calde del mondo e ha scritto manuali sportivi, guide, biografie e romanzi ma da sempre alterna alla scrittura lunghe e solitarie esplorazioni in montagna. Con La manutenzione dei sensi (Fazi Editore, 2018), vincitore di svariati premi, si è fatto amare da moltissimi lettori. Con Il guardiano della collina dei ciliegi (Fazi Editore, 2019), si è aggiudicato il Premio Biblioteche di Roma 2019 e il Premio Selezione Bancarella 2020. Sempre con Fazi Editore, ha pubblicato Non esistono posti lontani (2020), Tutto il cielo che serve (2021) e L’inventario delle nuvole (2023), con il quale, tra gli altri, ha vinto il Premio della Montagna Cortina d’Ampezzo 2023, il Premio Gambrinus Mazzotti 2023 e il Premio Selezione Bancarella 2024. Per l’editore Mulatero nel 2021 esce Gente di montagna. Piccole storie nomadi, per Aboca La compagnia del gelso (2023) mentre Terre di mezzo editore ha pubblicato Il Cammino Balteo (2020), scritto insieme a Roberta Ferraris e Sui sentieri del Tor (2023). I suoi romanzi sono stati tradotti con grande successo in diversi Paesi e in Francia, con L’inventaire des nuages, ha vinto il Grand Prix du Salon International du Livre de Montagne de Passy 2024.
Sala delle Carrozze, Biblioteca Popolare
Via Papa Giovanni XXIII, 60
Raffaella Romagnolo è nata a Casale Monferrato nel 1971 e vive a Rocca Grimalda. Ha pubblicato L’amante di città (Frilli, 2007), La masnà (Piemme, 2012), Tutta questa vita (Piemme, 2013) e La figlia sbagliata (Frassinelli, 2015, candidato Premio Strega 2016, Premio Società Lucchese dei Lettori 2016). Nel 2018 ha pubblicato invece Destino. Una storia italiana del Novecento (Rizzoli). Seguono Di luce propria (Mondadori, 2020), Il cedro del Libano (Aboca, 2023) vincitore del Premio Campiello Natura, e Aggiustare l’universo (Mondadori, 2023), entrato nella sestina finalista del Premio Strega 2024. I suoi libri sono tradotti in sette lingue.
Auditorium comunale
via Roma, 9
Scrittore, poeta dell’umanità che resiste, Daniele Mencarelli, classe 1974, romano di nascita e ariccino di adozione, ha esordito nel 1997 con i suoi versi, sulla rivista clanDestino. E da quel momento non ha più smesso di usare la scrittura per capire il mondo: nel 2001 esce “I giorni condivisi” (Nuova Agape 2001) e quindi “Bambino Gesù” (ripubblicato da Nottetempo 2010), sulla sua personale esperienza lavorativa dentro l’omonimo ospedale. Tutto il materiale raccolto in quel periodo diventa argomento per il suo primo romanzo “La casa degli sguardi” con cui vince importanti premi tra cui il Volponi, e il premio John Fante-Opera prima (Mondadori 2018). Per lo stesso editore pubblica poi anche “Tutto chiede salvezza” – da cui è tratta l’omonima serie Netflix – e che vince, tra gli altri, il Premio Strega Giovani nel 2020 e poi l’anno successivo “Sempre tornare” che nel 2022 vince il premio Flaiano e ancora “Fame d’aria” (2023) che si aggiudica il premio Clara Sereni. Nel 2024 escono per Mondadori “Degli amanti non degli eroi”, con cui torna alla poesia, e il romanzo “Brucia l’origine” mentre per Orecchio Acerbo pubblica, insieme all’artista Beatrice Bandiera, “C’era questa donna”. Collabora abitualmente con importanti riviste e testate, tra le quali Il Corriere della Sera, Domani, L’Avvenire.
Auditorium “Modernissimo”
Piazza della Libertà
Livia Ravera è nata a Torino. Giornalista e scrittrice, ha raggiunto la notorietà nel 1976 con il suo romanzo d’esordio Porci con le ali, longseller da tre milioni di copie scritto insieme a Marco Lombardo Radice. Dopo il successo della prima pubblicazione, l’autrice prosegue la sua carriera scrivendo migliaia di articoli, racconti, sceneggiature per il cinema e per serie televisive RAI e persino radiodrammi, canzoni, una commedia musicale e un’opera.
Tra i suoi tanti apprezzati romanzi si ricordano Le seduzioni dell’inverno, ed. Nottetempo (2007), finalista al Premio Strega 2008, In fondo, a sinistra… (Melampo, 2005), Il dio zitto (Nottetempo, 2008), La guerra dei figli (Garzanti, 2010), Piccoli uomini. Maschi ritratti dell’Italia di oggi (Il Saggiatore, 2011). Per Bompiani escono Piangi pure (2013), La festa è finita (2014) e Gli scaduti (2015), L’amore che dura (2019) e nel 2021 Avanti, parla. Del 2023 è l’acclamato saggio Age Pride per Einaudi. Nel 2024 pubblica Un giorno tutto questo sarà tuo (Bompiani). Nel 2025 il nuovo romanzo Volevo essere un uomo per Einaudi.
Centro Culturale “Giovanni Testori”
Ex Convento, Via Convento, 10
Stefania Auci è una scrittrice e insegnante di sostegno nata a Trapani nel 1974. Tra i suoi libri ricordiamo Florence (Baldini + Castoldi, 2015) e La cattiva scuola (Tlön, 2017) scritto con Francesca Maccani.
Nel 2019 esce I leoni di Sicilia. La saga dei Florio, libro che ha avuto uno straordinario successo – più di cento settimane in classifica, pubblicato o in corso di traduzione in 42 Paesi. Nel 2021 la saga si conclude con L’ inverno dei Leoni (Nord) che nel 2022 ha vinto il Premio Bancarella.